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By gynepraio8 Novembre 2013In Personale

nessun catfight, teneteveli pure

Due categorie umane per le quali non ingaggerei mai un catfight con un’altra donna.

nessun catfight

CONSUMATTORE. Soggetto ipocondriaco coscienzioso e scrupoloso, presta tantissima attenzione a quello che mangia, beve e si spalma addosso. Non pago, intraprende personali battaglie contro multinazionali e mulini a vento, armato solo della sua pertinace, costante, incrollabile capacità spaccare il cazzo il capello in quattro. Questo uomo, nei miei incubi, ha un nome ma non voglio sputare sul lavoro altrui e rivelerò solo le sue iniziali: RLP. Due volte a settimana potete leggere le sue crociate sulla newsletter de “Il fatto alimentare”. Costui passa la sua vita a comprare prodotti, controllare che le etichette siano conformi e importunare i responsabili marketing delle aziende ad alta visibilità. Guarda guarda guarda, produttore di acque minerali che spende milioni di euro per avere come testimonial una decerebrata con le ginocchia vare e l’ex capitano di una squadra con 29 31 scudetti, il garante t’aveva detto di togliere quella pubblicità ma su un sito uzbeko con 3 visitatori al giorno gira ancora un tuo banner che parla di salute. Oppure Ehi ehi ehi: produttore di snack salati con il nome di un santo, qui mi hai messo la foto del lime sul facing del pacchetto ma negli ingredienti c’è solo l’aroma, starai mica cercando di gabbare il consumatore che nelle patatine pensava proprio di trovarci il lime autentico, verde fluo e con la buccia? E lui fa, fa e fa finché non costringe i responsabili marketing delle aziende a motivare per iscritto la propria condotta. Esponendosi al pubblico ludibrio, rivelando al nemico Charlie alla concorrenza in 5 minuti il frutto di 50 ore di riunioni pre-lancio, raggiungendo lo sfinimento se non l’esaurimento nervoso. Sicché, onde evitare che il responsabile marketing suddetto stia 6 mesi in mutua a fissare un muro bianco, le aziende prendono decisioni folli tipo cambiare il pack e dire in tono mortificato “oh scusa, c’hai ragione, anzi grazie che ce l’hai detto, siamo stati dei coglioni”. Nei miei incubi peggiori, RLP va al supermercato, preleva uno dei prodotti di cui sono responsabile, sgama una riga del codice a barre sbiadita, grida allo scandalo e mi interpella. In pieno crisis management, io ho un attacco di Tourette acutissimo e rispondo qualcosa che suona come “Gattaccio rognoso appeso ai coglioni, se ti piace tanto andare a zonzo nelle corsie della grande distribuzione, fatti assumere come magazziniere in un supermercato di qualche Paese dell’ex blocco sovietico, possibilmente nell’hinterland, possibilmente Lidl”.

BILLYBALLO. Non vorrò mai rubarvi l’uomo, se costui è appassionato di balli latinoamericani. Gente, i ballerini di salsa&merengue sorridono e fanno le faccette guardando la partner negli occhi. Mi vedo nell’intimità con questo soggetto (ninfomane no, ma immaginifica sì, tantissimo) e mi viene da ridere. Siccome io penso che il sesso sia una cosa oltremodo seria, un uomo che in quel frangente mi fa ridere mi provoca una secchezza vaginale fulminante. Oltretutto si contorcono muovono in quel modo rapido e flessuoso che mi ricorda la coda delle lucertole dopo che si è staccata: il che, concorderete, non è esattamente un pensiero bello. La musica da ballo latina è monotona, ansiogena, inutilmente allegra (sudamericani, io se fossi in voi non danzerei tanto, con tutti quei problemi che c’avete tra cui narcotrafficanti, bambini di strada, censura, rapimenti, metropoli inquinate e sovrapopolate, la pena di morte, rischio sismico, disboscamenti selvaggi). Peggio della musica latina, mi vengono in mente solo Vasco Reds e Ligaox.

PS quanto detto sui balli latino americani non vale per il tango né per il mambo. Anzi per questo mambo.

 

svgDumb poets society
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svgtu prova ad avere un mondo nel cuore

4 Comments

  • rideafa.

    Novembre 8, 2013 at 5:09 pm

    chè a me, per dire, le fronti sudaticce e questo sorriso stampato prima comunione a me mi ci fanno venire l’uggia.
    cioè mi ci fa proprio desiderare l’omo sturm und drangoso e un pò depresso.

    nel senso. a me quelli che sorridono sempre mi ci mettono disagio.
    cioè mi ghettizzano la cupezza.
    più o meno questo.

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    • gynepraio

      Novembre 8, 2013 at 5:11 pm

      fosseo belli, poi, con ‘ste camicie sbarluccicanti

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  • siboney2046

    Novembre 10, 2013 at 9:17 pm

    Mi trovi d’accordo sul consumattore ma non sui billyballo: anzi, ti assicuro che sono persone davvero divertenti e che quello che fano sulla pista è tutta “scena”, un lavoro come un altro!

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    • gynepraio

      Novembre 10, 2013 at 9:31 pm

      Potrei farcela, ma le faccette proprio no. No.

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