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By gynepraio22 Novembre 2013In PersonaleViaggi

everything is possible in India

Quando sono arrivata a New Delhi, un tassista guercio mi ha portato a bordo di un Apecar dall’aeroporto all’ostello dove mi aspettavano da 2 giorni i miei compagni di viaggio. Gli ho chiesto se era possibile fumare e lui mi ha risposto “Everything is possible in India”. Aveva ragione.
Animal House. Ho visto un esercito di 12 scimmie distruggere nottetempo un roof-top bar di Varanasi per puro dispetto, topi trattati come divinità e coppiette bovine che pomiciavano sul lungo fiume.

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(Dirty) finger food. Una spruzzata di curry e passa la paura. Un frittino alle 7 del mattino e la giornata di sorride. Un’aggiunta di oppio allo yogurt e la serata prende tutta un’altra piega: una stanza diventa un cinema, Pushkar diventa Goa e la tua amica un angelo del Signore.

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Una faccia, una razza. Condividiamo la stessa passione per le rappresentazioni kitsch, per i pic-nic pantagruelici, per il gioco d’azzardo.

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Grandi lavoratori. In India ci sono mestieri dimenticati, come le belle lavanderine del Gange, le sarte, i barbieri. Anche gli studenti del Dams si danno da fare.

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Un popolo saggio. Si può trovare buon senso e sapienza ovunque, specialmente sui lunotti posteriori.

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Non manca la cavalleria. Ho rimediato il numero di telefono di un Sadhu, gli applausi di giovani pellegrini e un invito a cena dall’indiano con i capelli rossi, indiscutibilmente il più carino.

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Lo yoga è ovunque. All’alba, su un vagone di seconda classe, sembra che un anziano stia russando ma in realtà sta facendo respirazione Ujjayi. Ohm Shanti.

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Il mio senso del grottesco e il gusto dell’orrido non rendono assolutamente giustizia alla bellezza e alla complessità dell’India e delle sue persone. Se volete dettagli sull’itinerario, se vi serve la Lonely Planet, se vi piacerebbe preparare il Masala Chai, sapete dove scrivermi.

I SILLOGISMI APODITTICI SECONDO GYNEPRAIO. “Ehi ehi ehi, tu non ami i travel blog e i travel post, l’hai scritto qui!!!!” Sì, lo so. Ma si è parlato di viaggi solo perché oggi parto alla volta della perfida Albione con una amica speciale per andare a trovare un’altra amica speciale. “Edimburgo e Newcastle, in così poco tempo? Impossibile, cosa credi di vedere in 3 giorni di cui almeno 2 passati a capire come attraversare?” ha giustamente chiesto mio padre. Ma alla fine, se tutto è possibile in India, non vedo perché non dovrebbe esserlo in Gran Bretagna.

svgLinda, meglio che continui a ballare
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svgalla conquista di Albione

4 Comments

  • siboney2046

    Novembre 26, 2013 at 10:44 am

    Chissà perché la Muller non ha ancora fatto gli yogurt all’oppio!

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    • gynepraio

      Novembre 26, 2013 at 12:00 pm

      Perché non capiscono niente di marketing.

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  • daniela

    Luglio 23, 2015 at 5:36 pm

    il lassi all’oppio è fuori dalla mia portata ma ora mi domando… come si fa il masala chai? 😀 sono curiosissima!

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    • gynepraio

      Luglio 24, 2015 at 9:53 pm

      La prima cosa è avere del tè nero in foglie ma soprattutto il Masala mix, che puoi comprare nei negozi specializzati in alimenti etnici (non vorrei dirti una cazzata, ma da Tiger mi pare ce l’abbiano). Poi, ti servono acqua, latte (anche uht), zucchero e un colino.
      Questa è la ricetta:
      120 ml di acqua
      250 ml di latte
      1 cucchiaino abbondante di tè nero in foglie
      1 cucchiaino scarso di Masala Mix
      1 cucchiaio abbondante di zucchero
      Mettere l’acqua a bollire con le spezie per un minuto, aggiungere il tè e bollire un altro minuto
      Aggiungere il latte e lo zucchero e far riprendere il bollore per almeno un altro minuto o due.
      il colore giusto è quello del caffelatte. Filtrare con un colino e gusta molto caldo (da freddo perde molto).
      Se ami le spezie e il latte, è delizioso. Io lo amo particolarmente d’inverno, in alternativa al latte semplice. Fammi sapere se ti piace!

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