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By gynepraio25 Novembre 2013In PersonaleViaggi

alla conquista di Albione

La funzione del viaggio, l’ho sempre detto, è principalmente quella di superare dei limiti. In alcuni casi, però, ne fa emergere e financo incancrenire di nuovi. Benvenuti al post in cui faccio riaffiorare antiche pruderie, atavici pregiudizi e millenarie presunzioni, complice un weekend lungo tra Edimburgo, Newcastle e Durham.

La moralizzatrice. Femmine d’Albione, cittadine d’oltremanica, figlie del demonio, COPRITEVI. Forza, spiegate a zia Gyne per quale arcana ragione, con 2 gradi, l’umidità oltre l’85%, una brezza vichinga che perfora gola, timpani e costato, ve ne andate in giro poco men che nude. Rigorosamente senza collant, in décolleté preferibilmente peep toe e soprattutto senza giacca. Bianche come il latte, color Laura Palmer, praticamente fluorescenti. Eppure gioconde, ridanciane, e diciamolo, profondamente arrapate. Una futuristica visione sul fenomeno delle nudità fuori stagione ce la propone la mia amica, meravigliosa ospite in quel di Newcastle: “Fidati, prima dei quarant’anni saranno piegate dall’artrite, storte come punti interrogativi e piene di protesi”. Affermazione questa, sottolineata da un partigiano e vigoroso sfregamento di mani visto che l’amica in questione è ingegnere biomedico.

L’aiutante di babbo natale. Signorine, suddite di Sua Maestà, basta con le dicotomie, le bipolarità, le incoerenze. Non mi potete umiliare con le vostre scollacciate mise notturne e poi sperperare la tredicesima da Primark in tute color scoiattolo, maglioni di Mark Darcy e calzini musicali di Rudolph. Ragazze, non vi ho insegnato niente? La seduzione inizia tra le mura domestiche, tra una colazione ed un film sul divano. Non si deve confondere il proprio uomo mandando messaggi distonici (sono una donna spregiudicata ma solo il sabato sera, la domenica mi vesto come un’insegnante di ginnastica dolce per anziani), bisogna mantenere un profilo alto. Non cadete nella spirale perversa del pigiama con le renne. Non fate come me.

albione

in tutto il mio splendore domestico

La nutrizionista. Popolo britannico, dannati crapuloni famelici, MANGIATE MENO. Non chiamate in causa la coerenza: solo perché sulla scatola di latta degli Shortbread c’è scritto “all butter”, allora potete non metterci nient’altro? Pensate forse che battezzare con tenere onomatopee i dolciumi vi preserverà dall’ostruzione delle arterie? Lo so che Fudge vi fa pensare ad un gattino bianco da instagrammare su un plaid scozzese dinanzi al camino: but sorry, rimane una tavoletta di caramello, zucchero, latte, burro e cioccolato. E Custard resta una crema pasticcera con il doppio dei grassi e la consistenza del budino, anche se reca un nomignolo da cucciolo di Golden Retriever. Ovviamente, immaginatemi pronunciare questi anatemi in un mercatino enogastronomico domenicale, mentre mi riempio la bocca di cubetti di Cheddar Cheese intinti nella marmellata di rabarbaro e innaffiati da un bicchiere di Mead allo zenzero, in un delirio di bulimica onnipotenza.

L’arruffapopoli. Genti del Nord, discendenti delle Due Rose, ascoltatemi. Il genio nasce dalla sregolatezza: è l’assenza di misura, il rifiuto delle procedure che genera il talento e fertilizza la creatività. Basta, questo agire con metodo. Basta fare ordinatissime CODE. Lo so che siete molto orgogliosi del vostro livello di civiltà -innegabilmente superiore- e che sarebbe un peccato gettarlo alle ortiche solo perché un’italiana scema vi implora di farlo. Quindi? Reclutate gente da fuori! Assumete persone che lo facciano per voi! Selezionate accuratamente una crew di infiltrati pronti a disseminare il disordine, ma con stile. Ma occhio, gerarchi e burocrati britannici, non dovete strafare scegliendo soggetti fuori dal coro. Io, ad esempio, partirei da ragazze pallide e bionde, con le lentiggini, con uno scamiciato tartan e la pretesa di parlare inglese decentemente. Bastano azioni dimostrative, non propriamente rivoluzionarie ma dal contenuto altamente eversivo, come ad esempio creare finte code alla cassa di Boots e osservare in silenzio la clientela che placidamente e immotivatamente si mette in in fila. Per poi, 15 minuti e 20 persone dopo, rispondere alla domanda “Is this a queue?” con un candido “Not really”.

albione

nella veste di infiltrata creatrice di code fasulle

8 Comments

  • Pinocchio non c'è più

    Novembre 25, 2013 at 8:52 pm

    Ahhhhh, ma allora non sono l’unico a cui il pigiamone con gli orsetto o qualche altro animale delle terre del nord, fa quel simpatico effetto “anti-stupro”.

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    • gynepraio

      Novembre 25, 2013 at 8:54 pm

      Il potere anticoncezionale dell’acrilico.

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  • giacani

    Novembre 25, 2013 at 11:08 pm

    Ma dell’assenza del bidet che mi dici? Cosa consiglieresti ai sudditi di Her Majestic?

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    • gynepraio

      Novembre 25, 2013 at 11:23 pm

      Di sopperire alla mancanza del bidet con altrettante docce.

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      • giacani

        Novembre 25, 2013 at 11:25 pm

        Mmmm, troppo diplomatica. Puoi fare meglio! 😉

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        • gynepraio

          Novembre 25, 2013 at 11:28 pm

          L’assenza del bidet è indice di una vita sessuale povera e poco pulita

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  • siboney2046

    Novembre 26, 2013 at 10:42 am

    Sei un genio (persino le risposte dei commenti sono terribilmente sagaci!).
    Comunque non riesco a spiegarmi come possano andare in giro senza collant: devono essere geneticamente modificate!

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    • gynepraio

      Novembre 26, 2013 at 12:00 pm

      Loro non sono come noi, accettiamolo.

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