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By gynepraio16 Dicembre 2013In BooksPersonale

disdicevoli

Tutti abbiamo letto e comprato libri disdicevoli. Sono sicura che se andassi a casa di Baricco e mi mettessi a ravanare nella sua libreria -una Enzo Mari?- troverei anche lì dei titoli vergognosi, collocati ad arte ripiano più alto. Sono sicura che se una persona in visita gli chiede “Ale, ma cosa ci fa “Il grande Boh” di Jovanotti lassù?”, il nostro scuote i riccioli tutto imbarazzato e gli risponde “Figurati, mica l’h0 letto, me l’ha regalato il giardiniere un po’ di anni fa.”

Secondo me anche Paolo Giordano, nella sua libreria -una Billy Ikea?- ha almeno un libro di Fabio Volo, regalatogli da una fidanzata del liceo. Vi ho mai raccontato di quando abitavo nella mia casa vecchia e ho scoperto che Paolo Giordano sarebbe andato a vivere nell’appartamento a fianco, allora con la complicità del direttore lavori che gli seguiva la ristrutturazione sono andata a perlustrarlo? Non sono una stalker morbosa, volevo solo vedere se aveva scelto un pidocchioso parquet industriale come il mio, ecco. Sta di fatto che quando Paolo Giordano vi  si trasferì, decisi di accoglierlo con tutti i crismi, facendo una retromarcia delle mie e mancandolo per un pelo.

disdicevoli

a ognuno la sua libreria

Quando voi-sapete-chi ha trovato nella mia libreria questi 2 imbarazzanti volumi, mi sono improvvisamente ricordata perché erano lì. Guarda caso, me li avevano proprio regalati.

GYNEPRAIO VS BLATTE. Il mio primo appartamento cittadino (quello vicino a Paolo Giordano) era stato oggetto di una rocambolesca ristrutturazione, per cui era disabitato da quasi 3 anni. Quando io ed il di-allora-fidanzato ci entrammo, in un bollente mese di giugno, feci la mia conoscenza con la blatta germanica. Nel mio sistema di valori, nell’intero regno animale solo la rana può superare una blatta in bruttezza, sporcizia e antipoeticità. Ho abitato fino a 25 anni in un comune dimenticato da Dio, in piena campagna. Ho anche vissuto un anno nella Pennsylvania Occidentale, dove la campagna è così campagna che l’essere più civilizzato sono gli Amish in carrozza. Ma non avevo mai visto una blatta: ho dovuto trasferirmi in piena città, in un ex opificio trasformato in appartamento, per apprezzarne la bellezza.

Erano tante, nere, di varie misure: avevano colonizzato l’appartamento e col buio uscivano. Quando accendevo la luce, era tutto un fuggi fuggi, un nascondersi negli anfratti, negli stipiti delle porte, dietro i mobili, sotto i tappeti. Pulii la casa da cima a fondo, sparsi una polvere comprata al Brico. Smisi anche di bere a cena per non dovermi alzare nottetempo a fare pipì e non disturbarle incontrarle. Alla fine dovetti desistere e chiamai la disinfestazione.

Quando il problema si risolse, mio padre mi comprò questo libro mettendomi un segnalibro in questa pagina.disdicevoli

GYNEPRAIO GOES SELVAGGIA. Ogni 26 dicembre, in casa mia, si svolge la “Cena degli avanzi” in cui alcuni dei miei amici favoriti condividono i rimasugli dei pranzi Natalizi e si scambiano doni homemade, lettere, biglietti e oggetti di dubbio gusto, purché di scarso valore commerciale. Un anno, miracolosamente, avevo un ragazzo. Appena reclutato, non timido ma pur sempre collocato in un ambiente estraneo e in mezzo a gente che conosceva superficialmente. Me inclusa.

Chissà cosa pensò quando mi vide aprire il mio regalo mentre la mia amica mi batteva goliardiche manate sulla schiena “Vecchia porca, non si smette mai di imparare eh? Visto che bel regalo?”. Quando ero quasi riuscita a gettare il libro dietro il divano e a distrarre il ragazzo mormorando sconcerie nelle sue orecchie, lei ci interrompe e ci mostrò quella che secondo lei era la chicca dell’opera: “Vedi, lei spidocchia lui in segno d’amore, non lo trovi bellissimo?”. Il ragazzo durò poco, ma non era granchè.

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svguna maglietta vi azzittirà
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svgLa biscottiera

14 Comments

  • Pinocchio non c'è più

    Dicembre 16, 2013 at 9:07 am

    Pensa con gli avanza di natale ci faccio “la colazione degli avanzi”, “il pranzo di santo Stefano degli avanzi” (che è un santo protettore di tutto rispetto) e “la cena del 27 degli avanzi”. Più che un pranzo è una mensa aziendale.
    A me le blatte hanno sempre fatto un sacco di simpatia. Nelle case altrui.

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    • gynepraio

      Dicembre 16, 2013 at 10:31 am

      Mi sa che nella mia famiglia cuciniamo poco, allora! Quest’anno, quando indosserò la mia maglietta antidomande, poi, non mi daranno nemmeno un tupperware di avanzi…

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  • gynepraio

    Dicembre 16, 2013 at 10:46 am

    Dimmelo privatamente, mi farai sentire molto importante e sarà una settimana fantastica.

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    • zeusstamina

      Dicembre 16, 2013 at 10:51 am

      Sento l’ironia sgorgare dalle tue parole 😛

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      • gynepraio

        Dicembre 16, 2013 at 11:02 am

        Sono Uberseria

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        • zeusstamina

          Dicembre 16, 2013 at 11:04 am

          Ah, se lo dici in mezzo tedesco allora te lo dico 😀
          Trovo l’email e te la mando eh!

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        • zeusstamina

          Dicembre 16, 2013 at 11:07 am

          Non trovando email, ti dico: Alto Adige… e dico tutto… ahahahahahahah

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  • zeusstamina

    Dicembre 16, 2013 at 10:11 am

    Anche da me con gli avanzi di Natale mi nutro per i successivi 4 giorni. Una cosa epica. Alla fine sono così stufo di quello che mangio che, per approcciarmi nuovamente ad una delle pietanze natalizie, devo aspettare un santissimo anno.
    Ah, le blatte… mai conosciute. Fortunatamente. In compenso avevo un rapporto più sincero con gli scorpioni. Avevano deciso che, in certe occasioni, un’assalto all’arma bianca alla mia stanza era cosa buona e giusta.

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    • gynepraio

      Dicembre 16, 2013 at 10:34 am

      Zeus, sto cercando di capire dove vivi. Mangi come se fossi di Reggio Calabria, ma c’è la fauna del Borneo…

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      • zeusstamina

        Dicembre 16, 2013 at 10:37 am

        Eh ti posso assicurare che non è né una né l’altra 😀 ahahahah.
        Quanti tentativi vuoi per scoprire l’arcano mistero?

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  • rideafa.

    Dicembre 17, 2013 at 10:30 am

    gyne, le blatte mi accolsero ancora giovine, al mio primo anno di università a bologna.
    fu un battesimo devastante la vita da studentessa-fuorisede-chefaifestinicolleblatte.

    una còsa terrificante vederle correre veloce sui muri.
    credo che avrei sopportato più facilmente un libro di fabio volo.

    no, aspetta.

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    • gynepraio

      Dicembre 17, 2013 at 10:36 am

      sui muri? come la bambina dell’esorcista

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  • rideafa.

    Dicembre 17, 2013 at 10:39 am

    bòh, immagino di si.

    però io non lo so che mi mettono uggia quei film lì.

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  • virginiamanda

    Febbraio 20, 2016 at 1:31 pm

    Se ti può consolare, io ebbi a che fare in uno degli appartamenti madrileni con (e quale migliore accoglienza in un posto ispanofono?) le “cucarachas”…
    Per tornare in-topic, io i libri imbarazzanti li ho ben mascherati in fondo alla libreria dei libri dell’università.
    Dove nessuno andrà mai a guardare 😉

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