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By gynepraio29 Gennaio 2014In Personale

cosa sarà mai la perestrojka

Stralcio di conversazione svoltasi a bordo piscina in quel di Yogyakarta, in un pigro pomeriggio indonesiano d’agosto.

A. Ma tu non ti senti di avere delle lacune tremende? Non provi soggezione quando parli con persone molto colte?
G. Un casino. Ad esempio, quando stavo con (nome di ex fidanzato), lui seguiva tutti i programmi di approfondimento politico e conosceva i curriculum dei personaggi che intervenivano. Ma non solo ministri, capisci? Anche gli assessori alla sostituzione tombini di Cinisello Balsamo.
A. E tu?
G. Restavo ammirata e tacevo. Si registra solo un mio exploit, allorché Augusta Montaruli ebbe il suo quarto d’ora di celebrità da Santoro, ma giusto perché ai tempi dell’università era venuta alle mani con una delle mie amiche del cuore per questioni squisitamente politiche. La conoscevo bene, ma fu un caso isolato.
A. E lui te lo faceva pesare?
G. Mah, secondo me non era così fondamentale, era più un problema che mi ponevo io. Non mi ha mai dato dell’ignorante, almeno non in faccia.
A. Invece con (voi-sapete-chi, all’epoca disperso in Galizia e non reperibile per precisi accordi), di cosa ti vergogni?
G. In primis, film e libri. Li ingoia, non so cosa ci fa, ma per quanto uno ci provi sei sempre indietro. Anche sulla sottocultura è ferratissimo: conosce tutti i format televisivi degli anni ’80 e ’90, chi li ha ideati e che tipo di contributo hanno dato. Poi, la musica pop: ne sa tantissimo.
A. C’ha anche 10 anni in più. Ma poi scusa, sulle canzonette tu spacchi!
G. Sì, ma lui fa anche l’esegesi critica. E’ inutile, è troppo più bravo. Io anche sull’arte moderna sono scarsa. Sull’arte faccio schifo in generale, in verità. Musica classica, sono ignorantissima. Non guardo le serie, non leggo abbastanza giornali, ascolto radio decerebrate. Faccio bruttissime foto.
A. Non buttiamoci giù, noi parliamo diverse lingue. Non è mica da tutti, eh.
G. Ora che ci penso, ricordo i nomi delle vie di Torino, sono snodata e cucino abbastanza bene.
A. Vedi, vedi che su qualcosa sei ferrata? Che qualcosa di buono lo sai fare? Poi, c’è tutta la questione relazionale: noi siamo brave a chiacchierare e interessarci dei fatti degli altri, dare i consigli, rassicurare.
G. Hai ragione. Scusa, io qui sto dicendo tutto senza remore, ma la tua grande vergogna qual è?
A. La storia del ‘900. Il problema è che non solo non so dare opinioni su fenomeni o personaggi: è che proprio non so di cosa si parli. Tipo la perestrojka, che cos’è? Non lo so e mi sento tantissimo in colpa perché dovrei saperlo. Tu lo sai?
G. A grandi linee sì, vuoi che te lo spieghi?
A. Sarebbe bello. Facciamo domani, però, che c’abbiamo 6 ore di autobus.

perestrojka

9 Comments

  • zeusstamina

    Gennaio 29, 2014 at 10:59 am

    A me, le persone estremamente colte, fanno salire il sonno. Non lo so. Mi piace vedere questo esubero di conoscenza, questo trillo di sapienza, questa esplosione di ricercatezza… mi stimolano la pennica… così, naturale…

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  • Carrie

    Gennaio 29, 2014 at 11:40 am

    Io amo le persone colte ma solo se ci mettono entusiasmo: se vedi l’esplosione di passione che l’argomento suscita in loro. Se è nozionismo fine a se stesso mi viene il disprezzo profondo.

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    • gynepraio

      Gennaio 29, 2014 at 12:02 pm

      a me piace molto la nonchalance con cui i veri colti sciorinano la loro cultura.

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      • Carrie

        Gennaio 29, 2014 at 12:10 pm

        Infatti così dev’essere… Sei colto su un determinato argomento perché ti interessa, non per farti bello!!!

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  • rideafa.

    Gennaio 29, 2014 at 11:41 am

    gyne, sei stata in indonesia?
    io ci vorrei andare in agosto.
    cioè, almeno se ho capito dov’è e se è proprio il posto il cui voglio andare.

    io sono una pippa in geografia.
    e in tantissime altre cose.

    però, ho fatto arte circense (sul fronte snodata) e in cucina me la cavo che perché non andiamo a cuochi e fiamme?

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  • Quaranta

    Gennaio 30, 2014 at 9:04 am

    Sono finita su questo blog proprio cercando nonmiricordocosa sull’Indonesia. Poi mi sono appassionata! Ad agosto ero anche io a bordo di una piscina di Yogya (evidentemente un’altra, perché non ho sentito la parola perestrojka intorno a me!). Detto ciò, io resto a bocca spalancata quando da piccoli spiragli strabocca l’abbagliante luce della cultura, quella vera, quella che percepisci da piccole osservazioni che presuppongono una grande quantità/qualità di nozioni. Per esempio: L’altro giorno mi hanno parlato di un libro, si chiama “l’uomo e il rettile”, me lo hanno consigliato anche se ha un taglio un po’ troppo Jung-iano.

    Che vor dì? Ho pensato.
    Eppure Jung l’ho studiato al liceo.. Un MINIMO..
    E invece, niente, non ho la più pallida idea di cosa significhi questa osservazione! Non so come si possa arrivare ad elaborarla.

    Peró ho comprato il libro.
    🙂

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    • gynepraio

      Gennaio 30, 2014 at 9:43 am

      Io ti dico solo che la nonna di Jung era una sensitiva. Immagino che un taglio Jungiano sia un taglio vagamente magico e irrazionale. Aggiungiamo che a Jung piaceva dare un significato alle coincidenze e alla serendipity. Io voto che il libro ti piace. Poi raccontami

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  • siboney2046

    Febbraio 4, 2014 at 11:15 pm

    Ah ah ah, la storia della mia vita!

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