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By gynepraio20 Ottobre 2014In Personale

Claudia Mori ci insegna a discutere

Oltre a quelle di natura prettamente sessuale, ci sono alcune arti femminili che vanno apprese fin dalla più tenera età. Nel mio personalissimo podio delle irrinunciabili abilità che ogni donna moderna deve possedere, ritroviamo:

  1. L’arte del fuffa-making, cioè ottenere grandi risultati estetico-scenografici con limitati sforzi e investimenti, impressionando gli astanti
  2. L’arte di parlare con i doni, estremamente utile sotto le feste o per intimidire la controparte
  3. L’arte di frignare e tornare a casa col risultato in tasca. Se sulle prime due mi sento piuttosto ferrata, su quest’ultima riconosco di avere molto lavoro da fare. Ancora -stolta me!- affronto le discussioni con voi-sapete-chi pensando che un atteggiamento dolce ma maturo, risoluto ma democratico sia la chiave per affermare le mie ragioni e piegarlo al mio volere. Leggo i manualetti di self-help, mi bevo la storiella “Donne da Venere, uomini da Marte”, quando invece basterebbe ascoltare lei, la maestra, la moglie del maestro: Claudia Mori. A voi il video, e mi raccomando il volume.

Lui torna a casa, gagliardo dopo una serata con gli amici; secondo me lei lo aspetta al buio, nell’ingresso, così appena lui accende la luce lei parte con il suo incipit.

Quando ho bisogno di te succede che tu non ci sei: troppa fiducia rovina l’amore e adesso un mistero sei tu.

Enunciato il problema (Claudia Mori si è ovviamente indotta delle lacrime perché non è triste ma incazzata come un puma), seguono la dolorosa presa di posizione e il primo, timido tentativo di indurre il senso di colpa:

Non succederà più che torni alle tre, e io mi addormento senza te. Eppure lo sai che ho taaaaanto bisogno d’amore! 

A questo punto, il terreno è pronto per la minaccia: dopo tutto quello che ho fatto per te tutta la tolleranza dimostrata, me ne vado e faccio di testa mia.

Ma non succederà più che dico di sì per farti contento e penso: “non succederà più, d’amore te ne ho dato tanto”

Ma non devo dartene più e voglio pensare un po’ a me: guardarmi intorno, se è notte se è giorno, deciderlo senza di te.

Non succederà più almeno per me di amare chi troppo vola, non succederà più se averti vuol dire star sola.

A quel punto, il marrano, alito stantio di rhum e capacità di argomentare pari a zero, che fa? La blandisce.

Difendermi cambiandomi per te io lo farei: ma mi ci vedi così, a dirti sempre di sì?
Sei stata, lo sei e sempre lo sarai la donna che ho voluto e che vorrei

Capendo che essa è pronta a uccidere e che non è sufficiente farle due moine (sei la donna della mia vita, blabla, da sempre, blabla, per sempre, blabla), lo stolto tenta un vago “non lo faccio più” e fa per andarsene a letto.

Non succederà più che torno alle tre, e tu ti addormenti senza me. Non succederà più, d’amore te ne ho dato tanto.

A un’altra questo sarebbe sufficiente. Ma Claudia Mori è assetata di vendetta e astuta come una faina: non le bastano le vittorie di Pirro, le promesse vaghe, le lacrime di coccodrillo, i pentimenti da chierichetto. Claudia non vuole vincere, bensì stravincere e quindi fa l’unica cosa opportuna in questi casi: INSISTE COME UN MARTELLO PNEUMATICO. Con pazienza certosina, al grido di “gutta cavat lapidem”, essa ribadisce il medesimo concetto per altri 2 minuti buoni.

Non succederà più che torni alle tre e io mi addormento senza teNon succederà più morire per la tua assenza. Quando ho bisogno di te succede che tu non ci sei, guardarmi intorno, se è notte se è giorno, e poi non parliamone più. Non succederà più che dico di sì per farti contento e penso “Non succederà più che torni alle tre, e io mi addormento senza te, d’amore te ne ho dato tanto”, ma non succederà più che dico di sì per farti contento e penso “Non succederà più che torni alle tre, e io mi addormento senza te”.

Non paga di avere ragione, gli scartavetra le palle senza pietà e gli strappa l’unica cosa di cui aveva bisogno. Anelli di diamanti? Borse di Fendi? Un rene? No. Solo rassicurazione.

Quando hai bisogno di me succede che sono da te.
Quando hai bisogno di me succede che sono da te.

Il che vuol dire “Se hai bisogno, io correrò da te”. E se tanto mi dà tanto, quel poveretto passerà il resto dei suoi giorno a correre come una lepre. Brava Claudia, grazie.

PS Adesso non per fare polemiche, ma se Claudia Mori trionfa su Adriano pur indossando quello scamiciato, allora voi-sapete-chi dovrebbe darmi ragione a priori.claudia mori

svgUsi creativi della Clarisonic, perché il mio blog è differente
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svgla doccia in piscina

9 Comments

  • esse.

    Ottobre 20, 2014 at 11:22 am

    gyne, ma queste chicchette come e da dove le tiri fuori!

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  • gynepraio

    Ottobre 20, 2014 at 11:28 am

    Ehi ehi ehi! Claudia Mori è una maestra, ha sposato un pessimo soggetto eppure si è sempre fatta rispettare. Grande Claudia.

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  • Antonio

    Ottobre 20, 2014 at 6:10 pm

    Come “un pessimo soggetto”?

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    • gynepraio

      Ottobre 20, 2014 at 6:17 pm

      Celentano ha segnato un’epoca e per questo io lo stimerò per sempre.
      Ma è egocentrico, esibizionista, pieno di sé e pure un po’ cattocomunista.
      Ad una mia amica non lo raccomanderei.

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  • Antonio

    Ottobre 20, 2014 at 6:11 pm

    Come sarebbe “ha sposato un pessimo soggetto”?

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  • siboney2046

    Ottobre 24, 2014 at 8:01 am

    Io avrei bisogno di una canzone della Mori anche per i primi due punti!

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    • gynepraio

      Ottobre 24, 2014 at 8:06 am

      ma che ti serve la Claudia, ti ho già scritto due post io!!!

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  • virginiamanda

    Febbraio 27, 2016 at 6:39 pm

    Eh no, qua devo entrare a gamba tesa.
    Nella mia vita mi sono sempre ripetuta: “Come Claudia Mori MAI!”.
    La storia che sta dietro a quella canzone non è -purtroppo- una serata alcolica con gli amici tirata fino a tardi, ma il tradimento con una che oltretutto si chiamava quasi come lei: Federica Moro (College, college, co co co co college).
    Qui (http://interviste.sabellifioretti.it/?p=1536 ) si sparla di Ornella Muti (che come bellezza era insuperabile, e perlomeno più comprensibile la sbandata rispetto alla Moro, Miss Italia, certo ma non una spanna sopra le altre come all’epoca era -e per me è ancora- la Muti).
    Detto questo, io non ci starei con uno che mi tradisce e si fa pure beccare dai giornali.
    Loro erano una coppia molto pubblica e ovviamente pubblicizzarono anche i loro sentimenti. Lei andò a Sanremo con quel brano, obbligò lui a cantarci sopra, venendo tra il pubblico e facendo la figura di quello con la coda tra le gambe che poi era tornando implorando il perdono alla moglie che gli ripeteva: “Non succederà più!” in mondovisione.
    Una soddisfazione (martellare, il brano a Sanremo, il marito tornato) che sinceramente non vorrei mai prendermi.

    Io non voglio essere l’ovile di nessuno.

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    • gynepraio

      Febbraio 28, 2016 at 4:00 pm

      In questa intervista dimostra pure di essere un po’ tontolona. Secondo me Adriano le ha messo tante di quelle corna che non si contano nemmeno sulle dita di 3 mani.

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