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By gynepraio19 Ottobre 2015In BooksPersonale

Dentro Piccole Donne c’è tutto

Come ho confessato su Instagram qualche giorno fa, erano mesi che cercavo -con scarsissimi risultati- di spiegare in un post quale infinita, smisurata e impagabile fonte di ispirazione sia stato per me Piccole Donne.

Tale post sarebbe rimasto incompiuto se io non fossi una di quelle persone sceme che crede al destino. Ho iniziato ad agosto con L’amica geniale di Elena Ferrante, le cui protagoniste scugnizze s’appassionano alla lettura proprio con le sorelle March. Poche settimane dopo, ho letto Papà Gambalunga, dove la trovatella Judy Abbott, giunta al college, cerca di recuperare 18 anni di ignoranza letteraria leggendo voracemente Piccole Donne. A voi pare un caso? Non lo crediamo affatto. In assenza di ordini io do retta ai segni: questo post andava finito.

La mia storia d’amore con Louisa May Alcott cominciò per pura noia nell’alta Val Camonica, dove trascorrevo alcune settimane in compagnia di mia nonna e del suo televisore arancione Brionvega che trasmetteva solo telenovelas e “Giochi senza frontiere”: come immaginerete, mi divertivo follemente. Tra i numeri sgualciti di Intimità e Confidenze appartenenti a mia nonna, trovai una copia di Piccole Donne, comprata da mia zia tramite l’Euroclub e dimenticata nella casa in montagna. Ed improvvisamente è successo che non mi sono più annoiata: perché dentro Piccole Donne c’è tutto.

I valori. Piccole Donne parla di cose che io, bambina italiana e viziata nata negli anni ’80, a 9 anni non conoscevo: il patriottismo, la povertà, l’orgoglio e la capacità di essere allegri nonostante tutto. Eppure non ha niente dello stracciamutandismo da orfanelli pulciosi di Dickens, Lovely Sara e compagnia piangente cantante: le sorelle March possiedono quel che possiedono, ma se lo fanno bastare, fanno accadere cose belle con la loro forza di volontà, trovano soluzioni, non s’annoiano, fanno sacrifici, ma sono tutto sommato contente. Piccole Donne è la faccia bella dell’etica protestante.

I personaggi. Le sorelle sono 4: 2 hanno caratteri forti, 2 hanno caratteri blandi. Ogni sorella forte è la confidente di una sorella blanda: Jo (temeraria e ribelle) + Beth (fragile e mansueta) versus Amy (superficiale e infantile) + Meg (materna e matura). Se scomponiamo le coppie, mentre Beth e Meg funzionano (chi è che non funziona con Beth, del resto?), Jo e Amy non ci riescono proprio. Jo-maschile vuole fare la scrittrice e stando in piedi davanti ai camini brucia il culo dei vestiti; Amy-femminile dipinge nature morte e dorme con una molletta sul naso per raddrizzarlo. E’ un caso che questi 2 personaggi, così antitetici, siano gli unici ad avere una vita davvero felice una volta divenute adulte? E’ un caso che Jo affidi a Amy il suo migliore amico Laurie? E’ un caso che Amy deleghi a Jo l’educazione della sua unica e preziosissima figlia? In questo processo di tesi-antitesi-sintesi, fatto di screzi e riavvicinamenti, a vincere sono sempre la famiglia e gli affetti. Senza mai, ripeto mai, una forzatura buonista da parte dell’autrice. So che senza la mia imparzialissima opinione stanotte difficilmente prenderete sonno, per cui eccola qui:  in questo scontro di personalità, mi spiace, è Amy quella più cattiva, perché brucia la raccolta di racconti scritta da Jo. Non dovevi, Amy, non dovevi.

I ruoli. A proposito dei personaggi, spesso mi sono chiesta che funzione avesse quella piantina d’appartamento di Beth nell’economia della vicenda: bene, mi sono convinta che è un catalizzatore di cambiamenti. La morte di Beth (che secondo me era annunciata tipo dalla 2 riga del romanzo, quindi non lo considero uno spoiler) spingerà Jo ad andarsene a lavorare a New York dove conoscerà suo marito e spingerà Laurie ad avvicinarsi a Amy che diverrà sua moglie. Beth è come quei pesci rossi che, inspiegabilmente, quando crepano ti mancano, e ti danno finalmente l’ispirazione per andare al canile a prendere un cucciolo. Spero di aver reso l’idea.

Piangere. In Piccole Donne, per la prima volta, mi sono commossa con un libro: e no, non quando è morta Beth. La scena in cui ho sofferto come un cane è quella in cui Jo apprende che non andrà in Europa con la zia March, ma ci andrà Amy perchè lei sì, che è una leccaculo brava e meritevole. Quel mix irripetibile di pentimento, dolore, invidia, senso d’ingiustizia, desiderio di rivalsa e giramento di coglioni io non l’ho mai più ritrovato in nessun romanzo. In compenso l’ho provato molte volte.

Louisa e il suo complesso edipico. Jo quindi non va in Europa, ma scrive dei racconti, si trasferisce a New York dove si innamora di un professore straniero, con l’accento bizzarro, più vecchio, fissato con l’educazione dei ragazzini, sempre stropicciato: come se non bastasse, riceve e accetta una proposta di matrimonio sotto la pioggia, al riparo di un ombrellino sgualcito. E’ un esempio di amore anticonvenzionale, grosso modo 150 anni prima che andassero di moda le coppie atipiche e imperfette. Brava Jo! Brava Louisa! Del resto era figlia di un filosofo trascendentalista, fondatore di una comune (Sì! Nel 1841!), anch’egli insegnante e autore di un suo metodo educativo, culo&camicia con Thoreau, padre del minimalismo, sostenitore della vita nei boschi e della disobbedienza civile. Su, tutti insieme, indoviniamo a chi è ispirato il personaggio del professor Bauer…

Cinema. Piccole Donne è secondo me uno dei romanzi più spudoratamente cinematografici della letteratura mondiale: eppure, e con questo mi attirerò le antipatie di molte, nessuna delle versioni per il grande schermo mi ha davvero soddisfatto. No, neanche quella con Winona Ryder. E non tiriamo in ballo l’incapacità dei film di eguagliare la bellezza dei romanzi: tutto dipende dalla regia, amici. Per questo ho deciso di rendermi utile come posso: la macchina da presa non so neppure accenderla, ma i fantacasting mi vengono benissimo.

Meg. Louisa dice che era castana, ma io mi prendo un licenza: la voglio dolce, burrosa, bionda senza averne l’aria. Deve soprattutto essere credibile nel ruolo di madre di due gemelli.

dentro piccole donne c'è tutto

Mischa, io sotto sotto tifo per te, perdimi qualche kg e il ruolo può essere tuo

Beth. Il biondo non è tassativo, ma il pallore sì. Siccome muore ragazzina, serve un volto bambinesco. Ma soprattutto, vogliamo una bellezza malata che al primo soffio di vento mi cade a terra. Rory l’ho messa per farle fare un provino, che ormai poverina s’è bruciata e non la chiama più nessuno manco per le televendite.

dentro piccole donne c'è tutto

Io voto per Mia Wasikowska (googlato, of course): ha l’aria tisica pure sul red carpet

Amy. Serve assolutamente una bellezza leziosa, con gli occhioni sgranati e cascate di capelli biondi.

dentro piccole donne c'è tutto

Il ruolo è palesemente di Amanda, ma Dakota la chiamiamo per offrire l’alternativa hipster

Jo. Difficilissimo, difficilissimo: se sbagli Jo, sbagli tutto, visto che è il personaggio in cui tutte ci identifichiamo. Sappiamo solo che è castana, intelligente e non necessariamente bellissima: candido una francese, una canadese e una inglese. Io voto per Adele Exarchopoulos, che si presta anche alla vita adulta di Jo. Ellen Paige la vorrei solo per la fase adolescenziale e dell’amicizia con Laurie. Felicity la convochiamo per la simpatia.

dentro piccole donne c'è tutto

Sessualità più torbide, volti molto imperfetti

Ci tengo comunque a menzionare le escluse. Charlotte, l’abbiamo scartata perché un po’ troppo contemporanea. Zoey Deschanel ancora si porta addosso questa allure hipster e a noi serve un blockbuster: non ci basta il Sundance, noi puntiamo all’Academy. Leandra Medine aveva la voce e la fisicità perfette ma non abbiamo tempo di insegnarle a recitare.

dentro piccole donne c'è tutto

Sarebbe stato il primo caso di una blogger a Hollywood

E gli altri? Sono un tipo non lascia niente al caso, quindi ho pronti anche gli altri nomi. Una Judy Dench cattiva-ma-non-troppo nel ruolo della zia March, Charlotte Rampling come mamma March, uno spettinatissimo Cumberbatch nel ruolo del Professor Bauer e un Eddie Redmayne ripulito nei panni di Laurie.

dentro piccole donne c'è tutto

Per questi sono andata sul sicuro

Attendo vostre opinioni. Buona settimana a tutti.

 

 

 

 

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24 Comments

  • iole

    Ottobre 19, 2015 at 7:41 am

    una figata di recensione, attendo quelle su tutti i sequel e i sequel dei sequel della saga.
    Ho deciso che d’ora in poi comincerò a fare fantacasting ad OGNI libro che leggo, comunque, in merito al tuo:
    – amy è lei, preciiiisa, cioè si chiama pure amanda, lo vedi che è destino.. perché perdere tempo a cantare con la streep o con hugh jackman…
    – jo, tutte ottime scelte (però anche la ryder aveva il suo perché)
    – beth, le tue candidate son troppo belline, io beth, porella, me la sono sempre immaginata sfigata e bruttina, più paris che rory, anzi, ci stava proprio una tizia di colore o magari orientale, di quellii che fanno una brutta fine prima dell’inizio del secondo tempo.
    – meg, anche meg troppo bella, dai, però te la passo perché alla fin fine, togliendo di mezzo il cadaverino di beth, meg è quella che resta più sullo sfondo, diamole almeno una soddisfazione..

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    • gynepraio

      Ottobre 19, 2015 at 3:58 pm

      Se la faccio di colore o orientale, poi finisce che Beth oltre che zitella dentro, timida e tisica diventa pure ADOTTATA. E’ accanimento!

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      • Giulia

        Ottobre 21, 2015 at 11:09 pm

        Semplicemente perfetto

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  • Sedicinoniblog

    Ottobre 19, 2015 at 10:10 am

    Mi hai fatto venire voglia di leggere ‘Piccole donne’ e ‘Piccole donne crescono’ di nuovo e sarebbe tipo la trentesima volta. Ho ancora la copia antichissima e foderata con una specie di carta da parati a fiorellini ereditata da mia zia. Il fantacasting è meraviglioso, io voto Rachel McAdams, Mia Wasikowska, Amanda Seyfried e su Jo proporrei anche Anne Hathaway, anche se dovrebbero renderla meno bambolina di porcellana.
    Ah e uno dei miei personaggi preferiti, il nonno di Laurie, io lo farei interpretare a Michael Caine!

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    • gynepraio

      Ottobre 19, 2015 at 4:00 pm

      Michale Caine nel ruolo del vecchio, come ho fatto a non pensarci.

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  • annagiuliabi

    Ottobre 19, 2015 at 10:28 am

    In effetti, gli unici elementi gradevoli del film con la Winona è appunto Winona, ché Kristen Dunst ci ha fatto odiare Amy per anni solo perché ha la sua faccia.
    E forse non funzionava un granché come film perché Eddie Redmayne deve, in effetti, essere Laurie.

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    • gynepraio

      Ottobre 19, 2015 at 4:05 pm

      Tra l’altro, Kirsten Dunst deve sempre fare la sorellina attention whore (a proposito, sta per uscire una specie di remake turco de Le Vergini Suicide, si chiama Mustang)

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  • Paola

    Ottobre 19, 2015 at 12:57 pm

    Credo di averlo letto mille volte e quest’estate l’ho regalato alla mia nipotina che incuriosita dai miei racconti ha voluto leggerlo. Adoro le prime righe con Amy che non vuole portare la colazione ai bambini poveri. “Un Natale senza regali non è natale “. Ho poi letto piccole donne crescono altre mille volte ma meno bello del primo. La prima versione cinematografica mi trasporto ‘ dentro la loro casa e mi piacque molto. Comunque libro da tenere sempre in casa anche solo per ricordo.

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    • gynepraio

      Ottobre 19, 2015 at 4:05 pm

      Alla nipotina è piaciuto, spero!

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      • Paola

        Ottobre 20, 2015 at 3:55 pm

        Ha adorato!

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  • Sissi

    Ottobre 20, 2015 at 1:13 pm

    Post splendido splendente. Crazie. Ps: Anch’io Amy me la sono sempre immaginata con qualcosa di Amanda Seyfried

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    • gynepraio

      Ottobre 20, 2015 at 2:08 pm

      Secondo me è per il ruolo che interpretava in Mean Girls!

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  • incorporella

    Ottobre 20, 2015 at 1:58 pm

    Inutile sottolineare che questo post l’ho adorato <3 e il fantacasting è da applausoni.
    Beth si riconferma in tutta la sua inutile inutilità.
    Io avevo letto una biografia della Alcott "per signorinette" (eredità materna) in cui si diceva che la trama di Piccole Donne era presa paro paro dalla realtà della famiglia Alcott stessa (May che diventa March etc etc).
    Ma il vero tocco di classe (e tuffo al cuore) è stata l'anteprima di Facebook con il cartone più vecchio, quello in cui Jo era inspiegabilmente bionda…
    P.S. – Io nei panni di Meg mi vedo bene anche l'attrice che fa Maggie in The Walking Dead, e nei panni di Beth quella che fa sua sorella Beth (e muore malissimo) sempre in The Walking Dead. Saranno le assonanze con i nomi? Gombloddo!

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    • gynepraio

      Ottobre 20, 2015 at 2:11 pm

      Le ho dovute googlare perchè non seguivo la serie: sono rimasta sconvolta, Beth ha la morte stampata in fronte! Puzza di malattia e TBC lontano 2 km.
      Il ruolo è suo.

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  • shirubia

    Ottobre 20, 2015 at 4:00 pm

    Meravigliosa recensione!
    Ho adorato tutta la serie di libri, ma il primo l’ho letto e riletto.

    Amanda sarebbe perfetta come Amy. Non ci vedo nessun’altra. Quanto ho detestato zia March per come ha favorito Amy al posto di Jo!
    Jo era la mia preferita, ma non le perdonerò mai di essersi sposata con il vecchio Bauer. Io la volevo single e indipendente. Valuterei Keira Knightly (o come si scrive) per la parte. O Maggie Gyllenhall.

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    • gynepraio

      Ottobre 20, 2015 at 5:45 pm

      Vado su Maggie Gyllenhall, dai, che già ai tempi di “Monna Lisa Smile” interpretava la giovane studentessa appassionata di professori più vecchi…

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  • Marina

    Novembre 25, 2016 at 5:55 pm

    Piacevole come sempre leggerti, anche se con un anno di ritardo!
    Devo fare un solo appunto. Jo parte per New York prima che Beth muoia. Proprio grazie alla morte di Beth Jo decidà di scrivere la storia di loro quattro sorelle e, come suggerito dal suo amato professore, finalmente non scriverà romanzi di sola fantasia e parecchio teatrali ma prenderà spunto dalla vita reale che, a volte, è molto più avventurosa ed avvincente. La morte di Beth quindi, oltre ad avvicinare Laurie ad Amy, farà finalmente di Jo una vera scrittrice.

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  • Alessandra

    Luglio 18, 2017 at 1:09 pm

    Ho amato TUTTO di questo post, bravissima. Anche io ho letto e riletto Piccole Donne tantissime volte da ragazzina (la prima volta avrò avuto 9 o 10 anni al massimo, anche io in vacanza), grazie anche per i fan-casting, stupendi!

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  • Federica

    Novembre 15, 2017 at 10:36 pm

    Beh, con quei due fighi di Cumberbatch e Redmayne nel cast per me hai già vinto (e comunque in ogni blogger adulta si nasconde una bambina che sognava di essere Jo)!

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  • Selene

    Marzo 29, 2020 at 1:06 am

    Ho letto l’articolo dopo aver visto la nuova versione cinematografica (2019) e trovo buffo come anche tu abbia “fatto fare un provino” a Emma Watson che poi é finita a interpretare Meg. Trovo invece che la scelta di Timothée Chalamet sia abbastanza equivalente alla figura di Eddie Redmayne!

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    • gynepraio

      Maggio 1, 2020 at 2:01 am

      Timothée mi sembra poco credibile: è un chierichetto di 13 anni…

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