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By gynepraio19 Giugno 2017In BabyPersonale

Cosa si può fare con un bambino?

Ho recentemente finito di leggere “Ero una brava mamma, prima di avere dei figli” di Paola Maraone che molti conosceranno per via del quasi omonimo blog, che vi consiglio caldamente. L’autrice è una tris-mamma e con questo libro ripercorre il primo anno di vita del neonato indicando le conquiste e i tipici problemi di ogni fase. Io l’ho letto con un duplice spirito:

  • approfondimento didattico: questo è il mio ultimo manuale di puericultura perché tra poco passerò a quelli di pedagogia avanzata per la gestione dei terrible two.
  • verifica dell’apprendimento: mio figlio ha 1 anno quindi le fasi descritte dovrebbe averle vissute tutte. È stato come se a Capodanno una rileggesse l’oroscopo dell’anno precedente per vedere se Paolo Fox ci ha preso o meno.

Per coloro che fossero interessati, ecco un recensione lampo: l’autrice è una giornalista e giornalistico è l’approccio al tema. Ci sono, al termine di ogni capitolo, fonti e spunti di approfondimento scientifico. Si è avvalsa del supporto di un pediatra, che ha curato l’introduzione al libro e che contribuisce a dare all’opera solidità e credibilità. Il punto dolente sono alcuni scivoloni sui soliti stereotipi che detesto, contro i quali mi batterò finché campo e di cui vi agevolo rapida lista:

  • mamme multitasking&tuttofare poiché sta scritto nel loro codice genetico nonché nella Bibbia
  • mamma simpatica pasticciona con eterna sgommata di rigurgito tra i capelli
  • mamma pelosa come un suricate perché troppo indaffarata per dedicare 25 minuti a una ceretta
  • mamma che parla solo di deiezioni neonatali in quanto momentaneamente decerebrata

Ma va detto che è un libro del 2009 e all’epoca la maternità non era ancora tema da memoir divertenti, non si dicevano orrori tipo mamma imperfetta, quindi si è davvero trattato di una novità. Al netto delle storie sui peli, le deiezioni e le scie di vomito, ho riconosciuto Elia al 100% nelle descrizioni comportamentali del neonato e questo mi ha rassicurato su quello che fondamentalmente volevo sapere: il ragazzino è normale.

Allora, visto che credo non scriverò mai un manuale di puericultura né un memoir del mio primo anno da madre, ho pensato di limitarmi a una manciata di rivelazioni-verità. La domanda che diverse ragazze-ancora-nullipare mi hanno rivolto è “cosa si può fare con un bambino?”. Il che, tradotto, significa “Quanto diventerà noiosa o irriconoscibile la mia esistenza una volta che arriverà un bambino?” .

Qui ci sono le mie esperienze che ho la pretesa, o la vanteria forse, di riferire con un certo tono perentorio e assolutista. Me lo permetto perché le ho vissute, ci ho ragionato e credo di essere abbastanza rappresentativa della primipara italiana media: per età, stile di vita e attitudine al rischio.

cosa si può fare con un bambino: recuperare velocemente il peso pre-gravidanza

Sì, è possibile farlo in 3 mesi circa. Le condizioni che aiutano a raggiungere questo risultato (posto che vi interessi, eh!) sono:

  • aver preso meno di 10 kg in gravidanza, cioè aver ascoltato le raccomandazioni di qualsiasi ginecologo o ostetrica laureatosi dopo il 1970
  • allattare al seno, perché aumenta il dispendio energetico e aiuta l’addome a riassestarsi a dovere
  • partorire d’estate, perché col caldo la fame tende a scendere e si beve di più. Inoltre col bel tempo si può
  • camminare, l’esercizio leggero che fa meglio al corpo, allo spirito e al neonato. Si può andare per negozi, ignorare i saldi e guardare le collezioni che comprerete in autunno quando sarete tornate della vostra taglia.
  • non disporre di suocere/madri/governanti che fanno la spesa o cucinano. Questa purtroppo non è una bella condizione e non ve la auguro, ma io ho saltato un sacco di pranzi (cene mai, perché c’era Michele a cucinare)
  • non dormire un cazzo. Anche questa fa schifo, ma i bambini allattati al seno tendono a dormire meno di quelli allattati artificialmente. Se poi hanno le coliche, piangono molto e dormono poco. Se hanno anche il sonno leggero come le ali di una farfalla morente, non parliamone. Io, non per vantarmi, ma le avevo tutte.

Una volta finita la fase dell’allattamento, inizia quella dello svezzamento: spesso il bambino, oltre a ingurgitare il cibo a lui riservato, esigerà di assaggiare qualsiasi cosa che i suoi occhi vigili vedano entrare nelle vostre bocche. Questa cosa, che fa piacere definire “curiosità alimentare” è in realtà un fenomeno fastidiosissimo che vi porterà a:

  • eliminare dalla vostra dieta qualsiasi cosa che il piccolo non possa a sua volta mangiare (niente di zuccherato, salato, croccante, speziato e in generale stuzzicante: caramelle, arachidi, chewing gum, patatine)
  • evitare radicalmente qualsiasi fuori pasto per timore che vi sgami e metta in atto il suo meccanismo ricattatorio

Ora, non per vantarmi, ma io non mangio una Galatina da 6 mesi.

cosa si può fare con un bambino: Recuperare velocemente il tono pre-gravidanza

Non è possibile in pochi mesi tornare sode e turgide come nove mesi prima (ammesso che qualcuna di voi lo fosse: io no, per dire). Non è possibile per le seguenti ragioni:

  • se si allatta, qualsiasi movimento aerobico è disagevole (es. correre, corsi musicali in palestra). Ci ho provato, non riuscivo nemmeno a chiudere il reggiseno
  • dopo il parto naturale o peggio ancora un cesareo, qualsiasi esercizio addominale è sconsigliabile per diversi mesi
  • Il perineo andrebbe lasciato in pace per 1 anno. Quindi niente attività ad alto impatto: correre no, saltare la corda no, burpees no, Kayla Itsines no, pallavolo no. Yoga sì, nuoto sì, camminare sì, esercizi di Kegel sì

Capite che diventa difficile scolpire, rassodare, tonificare e definire la tartaruga. In compenso, se avrete un bambino il cui peso sta oltre il 90° percentile e che si addormenta solo in braccio*, vi verranno dei bellissimi bicipiti. Oppure, se avrete un bambino che tollera le coliche solo avvolto nella fascia e portato a spasso, avrete dei dorsali da sogno. Ultimo aiutino: un condominio senza ascensore o alternativamente ricco di barriere architettoniche. Ora, non per vantarmi, ma insomma le avevo tutte e tre.

cosa si può fare con un bambino: lavorare da casa

Non è ragionevolmente possibile se vi proponete standard altri e se avete bisogno di molta concentrazione per lavorare. Se avete un compito frazionabile e ripetitivo (effettuare delle telefonate tutte uguali tra loro, montare una bomboniera, fare una rapida rassegna stampa), è possibile portarlo a termine spezzettandolo in minitask inframmezzati dalle interruzioni del bambino: mangiare, bere, cambio, bagno, sonno, risveglio, pianto, gioco. Se invece dovete affrontare un task importante e siete fan dei dettagli, sappiate che due o tre ore consecutive di silenzio con un bambino non ci sono praticamente mai. A meno che il sonnellino del vostro piccolo non sia una catalessi, ma se avete fatto i compiti temerete la SIDS così tanto che andrete a pungolarlo ogni 30 minuti per accertarvi che respiri. Ora, non per vantarmi, ma Elia a 30 minuti non ci arriva manco adesso che ha 1 anno quindi di lavorare da casa non se ne parla proprio.

Io sono riuscita, facendomi una specie di violenza metodologica, solo ad aggiornare questo blog una o due volte alla settimana. Ho invece abbandonato il sogno di avere un piano editoriale Facebook. Nel mese di luglio e di settembre ho dovuto concludere un grosso compito paralavorativo e per farlo, dopo aver ammansito a mio figlio un lungo e confuso pistolotto motivazionale sull’importanza di collaborare e venirsi incontro, l’ho tenuto in fascia per 4 ore al giorno. Ce l’ho fatta e vi giuro che quest’anno il 5 per mille avrei voluto darlo alla Scuola del portare.

cosa si può fare con un bambino

Madre Koala

Però era piccolo: una specie di koala che succhiava (moltissimo), rideva (molto) e dormiva (pochissimo). Quando è cresciuto coltivando la peraltro giustissima aspettativa di interagire ed essere intrattenuto, per lui è diventato inaccettabile che io stessi al telefono o al computer anziché prendere in considerazione il suo bisogno di attenzione. E sinceramente mi risulta difficile dargli torto.

cosa si può fare con un bambino: mETTERE IN SICUREZZA LA CASA

É possibile e sano fino a un certo punto. All’inizio ho studiato: ho comprato dei paraspigoli che si sono puntualmente staccati: ho ritenuto più probabile che Elia ne ingerisse uno che non desse una craniata sull’angolo della libreria e, da un rapido calcolo costi-benefici ho ritenuto di non volerli più appiccicare. Ho inserito i copripresa ovunque, salvo rendermi conto che le prese ad altezza stinchi esistono perché servono e quindi ne ho lasciate alcune scoperte.

Ma non potevo prevedere tutte le cose potenzialmente schifose che ci sono per casa: le ruote del passeggino piene di resti organici disseminati dalla popolazione canina della Vanchiglia, le nostre ciabatte, che talvolta ci togliamo dimenticandoci di stiparle in alto, i cavi elettrici che pendono dai comodini e ai quali potrebbe aggrapparsi trascinando già un’abat-jour di Fontana Arte da 300 euro (non-fatemici-pensare), uno stand portavasi Ikea, una dozzina di piante d’appartamento di cui potrebbe ingerire le venefiche foglie come il protagonista di Into The Wild.

Ora siamo in una fase di deambulazione fortunosa (gattonare, rotolare, traslare sui quarti posteriori, bordesare e cabotare lungo i muri, e relative combinazioni) durante la quale Elia ha sviluppato interessi insani: i più recenti sono succhiare i cavi Apple, infilare le mani nella lavastoviglie (che deve pertanto essere svuotata e riempita in sua assenza) e ribaltare il bidoncino della spazzatura del bagno, tendenzialmente contenente cotton fiocc spanati, piccoli e violacei California Rolls di Lines Seta Ultra e dischetti di cotone imbevuti della trielina che uso per togliermi il mascara waterproof.

L’unica via è eliminare i macropericoli e tenerlo d’occhio (lavorando da casa? Ahahahahah). Uno dei punti a favore del nido -magari una volta ne parliamo- è che è un ambiente più sicuro ed ergonomico di quanto una casa privata potrà mai essere.

cosa si può fare con un bambino: manutenzione estetica

E’ possibile farla con regolarità abbassando un pochino gli standard e organizzandosi. I bagni caldi, i fanghi di Guam o il contouring policromo non sono fattibilissimi ma io sono riuscita sempre a lavarmi, fare la ceretta, mettere lo smalto semipermanente ai piedi, fare la maschera e truccarmi (il minimo: correttore, blush e mascara), passare la piastra, fare colore e taglio. Mi sono portata il bambino dalla parrucchiera e ho fatto la ceretta allattando, ma nessuno si è scomposto (perché poi? Alla cassa io mica le ho pagate coi soldi del Monopoli). Mi sono vestita in modo ripetitivo per diversi mesi, complice il fatto che avevo un guardaroba sfornito di indumenti scollati/apribili per allattare e non avevo scarpe carine e comode. Ho passato l’estate scorsa in Birkenstock, vestitini al ginocchio in cotone, pantaloni larghi in lino e canotte HM. Ci ho sofferto parecchio, ma quest’anno mi sto rimettendo tutti i miei vecchi abiti e mi sembrano nuovi di pacca. Comunque, in concomitanza con lo svezzamento ho potuto ricominciare a vestirmi normalmente. Ovviamente, se non si allatta al seno e si è perso il peso post-parto, ci si può fin da subito mettere qualsiasi cosa.

cosa si può fare con un bambino: allenamento cerebrale

Fattibile, compatibilmente con il sonno e i propri gusti: i bambini fanno pasti frequenti che durano anche mezz’ora durante la quale si può tenere un libro in mano o guardare la puntata di una serie TV, oppure un quarto di film. Ovviamente le consulenti de La Leche League vi diranno che l’allattamento deve svolgersi in silenzio, in un ambiente protetto, possibilmente in solitudine, mantenendo il contatto visivo col neonato. Io ho seguito questo protocollo i primi giorni e l’ho sempre adottato di notte, ma dopo un po’ ho pensato che mio figlio non avrebbe mai voluto sapermi annoiata e quindi mi avrebbe perdonato (difatti ha succhiato come un’idrovora felice anche quando ho ricominciato a vedere tutto Friends).

La discriminante sono sempre i contenuti: forse non è il momento di recuperare i capolavori di Malick o di colmare quella vergognosa lacuna dei classici russi, ecco. Eviterei anche le produzioni truculente o rumorose, ma da lì in giù secondo me va bene tutto. Io ho scelto di vedere film soft (produzioni indie e low budget con protagonisti sconosciuti) e ho scelto libri brevi. Però ne ho comunque letti 15, nella maggior parte dei casi desiderandoli, scegliendoli e apprezzandoli un sacco. Ho continuato a seguire i blog che mi piacciono (tempo di lettura di 1 articolo: 5 minuti, direi che si può fare) e stare sui social il giusto, cioè fermandomi quando stavo impazzendo.

Come ho raccontato in qualche post, sono anche andata al cinema a vedere alcune proiezioni riservate  alle famiglie; comunque, non esiste nessuna legge per cui non si possano portare i neonati in sala. Se avete un neonato che sta volentieri nella fascia, se un noioso pomeriggio infrasettimanale vi viene voglia di vedere uno di quei film francesi in cui parlano tutto il tempo, provateci perché con ogni probabilità ve lo godrete dall’inizio alla fine e in una sala semivuota.Sempre con l’aiuto della fascia, sono anche riuscita a visitare 2 mostre (solo 2, perché quest’anno il calendario artistico della città fa schifo, grazie Appendino grazie Fondazione Torino Musei). Dopo i 6 mesi, onestamente, la vedo più dura.

Cosa si può fare con un bambino: cONCLUSIONI

Con un piccolo downshifting delle aspettative e una riorganizzazione delle abitudini, si può tornare carine anche se non sodissime. É possibile evitare gli incidenti domestici con un po’ di attenzione e avere una vita culturale anche superiore alla media senza rincoglionirsi e restare senza argomenti. Salvo casi estremamente fortunati, è meglio evitare di lavorare da casa in compresenza di un neonato. Fare un bambino è difficile e bellissimo, più di qualsiasi cosa io abbia mai fatto prima.

*non andate a riprendere il libro di Statistica del 2 anno. Vuol semplicemente dire che è davvero pesante.

**rileggendomi, mi rendo conto di aver descritto Elia come un piccolo demonio. In verità è un bambino carino, curioso, affettuoso e buffo, ed io lo amo così com’è.

svgPosta del Cuore Giugno 2017
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svgRecensioni beauty caldissime

9 Comments

  • La Zitella

    Giugno 19, 2017 at 12:20 pm

    Mi fanno bene post del genere in questa fase in cui sto decidendo se posso essere in grado di affrontare una maternità o no!!!

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    • gynepraio

      Giugno 19, 2017 at 1:07 pm

      Secondo me si può, sempre e comunque. Sapendo che la fase più fisicamente impegnativa dura un anno, poi ci si può anche rilassare un tantino.

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  • Claudia

    Giugno 20, 2017 at 3:25 pm

    Io grazie al mio ginecologo che mi ha messo a dieta in gravidanza, o meglio, mi ha fatto mangiare meglio, perché ha fatto leva sulla salute della bambina, ho preso solo 5 kg! devo dire che sono meglio di prima…vestita, perché dovrei appunto lavorare sul tono.
    Per quanto riguarda i terrible two noi ci siamo dentro, Vittoria, 18 mesi non perde occasione per fare i capricci e tre gg fa ha scavalcato il lettino con la sponda alta!
    Ora mi sto arrovellando per una soluzione, tipo letto montessoriano o gabbia, ahhah, bianco o nero!
    D’altronde con mio dispiacere, non è mai voluta stare in fascia, scalciava, piangeva, si sentiva prigioniera!

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  • Claudia

    Giugno 20, 2017 at 3:27 pm

    la mia frase è piena di “meglio”, non rileggo ciò che scrivo 🙂

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    • gynepraio

      Giugno 21, 2017 at 11:27 am

      Come diceva un mio ex capo a proposito dei nostri perfezionismi “spesso il meglio è nemico del bene”!

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  • Elena

    Giugno 21, 2017 at 7:50 am

    Ancora una volta un post sensato e divertente (e scritto molto bene).
    Concordo su tutto ma ho una curiosità: con con mia figlia ho avuto stessi “problemi” (sonno leggero, solo allattamento e mai biberon, aquila in carrozzina e fascia solo in movimento se stavo ferma due secondo sveglia e urlante) ora a circa un anno e mezzo si vede decisamente la luce. Però cosa ne pensi degli extra alla routine quotidiana? Nel senso OK ceretta, palestra se si può due volte a settimana, leggere e vedere qualche film, sessioni di shopping con passeggino su questo ci siamo.
    Ultimamente invece discuto molto con parenti, colleghi e amici sul “livello successivo” ovvero: gite, viaggi con bambini, impegni serali etc. Da quando è nata cerco sempre il compromesso fra le nostre esigenze ma soprattutto le sue. Nel senso: passo sempre per la rompipalle che non vuole fare nulla. Ma il mio ragionamento è questo:viaggi OK, fatti e andati benissimo, si è adattata. Se mi chiedi week end fuori porta a 1000km di distanza con viaggio aereo però io la bimba non la porto, mi dispiace (true story). E tutti a dire “ah madre degenere la devi abituare”. Certo, ma ha un anno e mezzo non posso pretendere di portarla con noi anche in un ristorante due stelle Michelin e aspettare che stia buona tutta la sera!( anche questa true story). Insomma io vedo intorno a me tutta sta cosa che con un bambino la vita debba essere totalmente la stessa di prima, con aspettative troppo alte riversate sugli infanti che poi in quelle occasioni danno il peggio di loro (facendo sclerare i genitori).
    Io sono più per ” cerchiamo di essere tutti sereni” dunque invece di cene la sera opto per domeniche fuori a pranzo, o viaggi anche in posti lontani ma con tempi più lunghi, andare in posti adatti ai bambini o comunque gestibili (adesso a una mostra con lei non mi ci vedo proprio).
    Sarò degenere ma se ho voglia di farmi una cena come dio comanda o ho un impegno in un posto non troppo baby friendly la lascio con tata/nonni (ovviamente se ci sono, altrimenti niente). Sono esagerata?

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    • gynepraio

      Giugno 21, 2017 at 11:34 am

      Io penso che i bambini vadano progressivamente abituati a sopportare situazioni di “discomfort”, ma che questa asticella appunto vada alzata progressivamente e solo se necessario. Oltretutto, essendo persone e non oggetti, i bambini possono reagire alla stessa situazione in maniera diversissima anche a distanza di 2 giorni (es. Elia era di malumore in un ristorante e 2 settimane dopo, diverso ristorante e medesimo orario, è stato un gioiello: perché? Boh). Questo per dirti che anche noi abbiamo incrementato attività come passeggiate in montagna, cena a casa nostra, brunch domenicali e azzerato alcuni tipi di impegni sociali sapendo che sono per lui insostenibili e che di conseguenza lo diventano anche per noi: cene formali, cinema, teatro, weekend fuori porta. Cose che sinceramente amerei tornare a fare, se avessi una tata o dei nonni su cui contare. Per cui, fortunata te.

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  • Michela

    Giugno 25, 2017 at 6:26 pm

    Ciao, questo articolo è bellissimo, avrei voluto leggerlo mesi fa. Ora ho una bimba di 50giorni e devo dirlo, è un angelo. Ho fatto la gravidanza con gente che mi diceva che : non avrei mai più dormito la notte (Amelia dorme dalle 24 alle 7:30, tiè) non mi sarei fatta più una doccia, scordarsi il parrucchiere, zero tempo per me, rischio di divorzio e probabile abbandono/uccisione del cane (giuro me l’hanno detto). Mi chiedo.. ma perché? Per ora non ho mai affrontato ristoranti con la piccola, inoltre mi va di allattare solo a casa no in giro ma non mi manca niente. Ho 9 kg ancora da perdere, per ora faccio solo squat verrá il tempo degli addominali! Ciao

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    • gynepraio

      Giugno 26, 2017 at 9:17 am

      Smentire i gufi rimane una grandissima soddisfazione. In bocca al lupo!

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