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Posta del cuore aprile 2019

POSTA DEL CUORE APRILe 2019
Posta del cuore aprile 2019: cicerone

Cicerone frequenta da poco un ragazzo bello, intelligente, studioso e orientato all’obiettivo mentre lei si sente insicura, distratta e poco lineare. Questo contrasto, e l’insegnamento che potrebbe trarne la rendono felice ma è rimasta delusa dal fatto che costui non è un grande chatter: tradotto in italiano, non ama chiacchierare al telefono, non riesce a flirtare o scherzare. Cicerone, che invece è abituata a dialoghi un po’ più divertenti -magari anche vuoti, ma ironici- teme che alla lunga questa cosa le manchi.

Siccome la famosissima (???) regola dice che chi è hot alla cornetta tendenzialmente è deludente di persona -sempre che, coi tempi che corrono, si arrivi a vedersi di persona!- io non mi turberei troppo per l’assenza di verve telefonica. Magari non l’ha sviluppata! Basta anche solo che uno sia stato tirato su da un padre come il mio, di cui ti riassumo i dogmi:

-i messaggi sono inutili e disturbanti

-se devi dire qualcosa di importante, chiama

-se chiami, dì l’essenziale (tipo, i saluti non sono essenziali)

-se finisci la ricarica del cellulare, stai senza

Insomma, non tutti sono abituati a considerare il telefono uno strumento di seduzione e non tutti esprimono il proprio potenziale in una manciata di caratteri. Più che della sua verve telefonica, io mi preoccuperei di quella reale: se compensa questo limite con la conversazione vis-vis, con dei gesti di seduzione ben assestati, secondo me è una manchevolezza sulla quale possiamo soprassedere. Ricorrendo a un esempio per assurdo -che ti prego di non considerare come un invito, ma solo come un ragionamento- se un giorno senti il bisogno di fare il pieno di battutine ammiccanti, puoi anche chiamare un ex. Un quarto d’ora di doppi sensi e sottili allusioni, ti sei tolta la voglia e sei pronta per tornare alla vita vera!

Diverso è se questo soggetto ti fa sbadigliare, se ti annoia, se le sue argomentazioni ti fanno scendere il latte alle ginocchia, se è pedante, se immaginandoti tra 5 anni senti il clic delle manette. A quel punto credo non ci sia laurea appesa al muro che tenga: abbandona la nave.

Suggerimenti di lettura:L’amore è eterno finché non risponde” di Ester Viola, un romanzo che racconta i notevoli downsides dell’intrattenere relazioni con persone che amano molto chattare e poco agire.

Posta del cuore aprile 2019: BETSY

Betsy ha una storia con un collega per il quale ha lasciato l’ex fidanzato. I due sono diversissimi: il precedente era manipolatore e geloso, ma anche intelligente e stimolante. Il nuovo è tranquillo, dolce ma poco coinvolgente, forse addirittura distaccato. Da un po’, questa dolcezza sembra avere stancato Betsy che si sente poco amata, poco desiderata, poco coccolata. Le pare che non ci sia niente in via di costruzione e che con lui non riesca a sentire il senso di appartenenza che dovrebbe preludere a una famiglia. Betsy non rimpiange l’ex, ma il modo in cui riusciva a sentirsi con lui.

Io penso di aver sempre difeso il diritto a sentirsi follemente innamorati, almeno per un paio d’anni dall’inizio di una storia: mi auguro che anche la persona più equilibrata e misurata in quella fase temporale si lasci andare più del consueto. Altrimenti prendiamo i libri di Alberoni con cui ce l’hanno fatta a fette all’università e gettiamoli nella stufa, no? Quindi, insomma, questo tepore da minestrina della domenica sera mi dispiace un po’ e non credo ti appartenga davvero.

Ma anche quando è finita la fase dell’innamoramento e del prosciutto sugli occhi, vale la vecchia regola: se uno non ci piace, possiamo anche lasciarlo senza fare dietrologie! L’amore per una persona e il senso di benessere che è in grado di farci provare non vanno misurati in relazione alle storie precedenti. In altre parole, se ti senti te stessa e sei felice con lui resta con lui, in caso contrario esci da questa storia. Questo -se non ci sono malattie, figli, mutui milionari o situazioni gravemente impedienti- è un ragionamento semplicistico che funziona dai 15 ai 150 anni di età.

Non sentirti in colpa: qualsiasi bruciante abbandono è preferibile a stare con una persona che c’è col corpo ma con la mente è altrove.

Suggerimenti di lettura:Fai uno squillo quando arrivi” di Stella Pulpo, la cui protagonista ripercorre una storia adolescenziale difficile ma in cui, nonostante tutto, si sente a casa.

Posta del cuore aprile 2019: tesea

Tesea frequenta da meno di un anno un ragazzo con il quale ha vissuto una forte passione e che si è inizialmente distinto per lealtà ed empatia. Forse perché recentemente uscito da una storia lunga, il giovane non ha tardato a mettere le mani avanti dicendo di non riuscire a decidersi e non sapere quanto e cosa era in grado di dare.

I due continuano a vedersi ma l’affaire si affievolisce fino ad arrivare a un silenzio totale, anche se Tesea continuava a sperare in un su ritorno. Poco fa, dopo mesi di distacco, si sono rivisti a una cena durante la quale hanno ritrovato la confidenza e avvertito la stessa attrazione di un tempo. Da lì a rimuginare senza sosta, il passo è breve: Tesea è divorata dalla sensazione di occasione mancata, dell’essersi fatta sfuggire una persona di valore, un forte esprit de l’escalier. Patisce moltissimo l’assenza di chiarimenti, il mancato faccia-a-faccia finale che le avrebbe dato modo di recuperare la storia, o uscirne più degnamente. Si chiede se tentare un altro approccio -sapendo che la sorte non le metterà più a disposizione una fortuita occasione come quella appena verificatasi- oppure mettersi l’anima in pace e rassegnarsi all’idea che la storia non è semplicemente decollata, come tante altre tendono a fare.

Posto che lui ha praticato l’antica arte di mettere le mani avanti, potrebbe averti già detto che cosa pensa. In questo caso la mia opinione non è imparziale: mettere le mani avanti è uno degli atteggiamenti che detesto di più. Oltretutto se durante la cena avesse anche lui avvertito quel mix di confidenza e attrazione che aveva caratterizzato i vostri primi tempi, era lui che doveva farsi avanti! Io non sono assolutamente fan del “lascia fare a lui”, ma non penso che a te tocchi illuminarlo in alcun modo, no?

Ma, siccome non credo sia giusto neppure che tu viva in un lago di rimorso, rimpianto e nostalgia canaglia, puoi giocarti un’ultima carta: quella della trasparenza. Che consiste nel chiamarlo (non un messaggio per tastare il terreno, ma una chiamata autentica per comunicare), dirgli che sei stata felice di vederlo alla famosa cena, che ti farebbe piacere incontrarlo di nuovo anche solo per chiarirvi. Se accetta: bene. Se non accetta: altrettanto bene. Se nicchia, posticipa, balbetta, si sottrae: malissimo, fine dei tentativi.

L’importante è che tu chiarisca a te stessa che non stai facendo nessuna figuraccia, non stai dando prova di debolezza né stai offrendo il fianco a future prese in giro. Stai solo dichiarando educatamente e onestamente una tua posizione, un tuo pensiero, un tuo desiderio: non è una prova, non è un sacrificio e l’output non dipenderà da quanto sarai persuasiva. Devi esserne tu convinta per prima, altrimenti come potranno esserlo gli altri? Quello di imparare a esprimersi con il tono corretto e nel momento giusto è un obiettivo difficile da raggiungere, e secondo me ha sempre a che vedere con l’onestà delle intenzioni: cercare una persona, intavolare una discussione mossi da rancore, vendetta, rabbia, autocompiacimento o carinerie simili non porta a niente. Esporsi e raccontare uno stato d’animo, dichiarare un desiderio con trasparenza può sembrare debolezza ma è l’unico modo per ottenere ciò che si vuole. Se te la senti, prova.

Suggerimenti di lettura:D’amore si muore ma io no” di Guido Catalano, la cui storia dimostra che, per quanto goffi, i tentativi migliori sono quelli sinceri.

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