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By gynepraio30 Dicembre 2019In Personale

Riflessioni di fine anno, allegre ma non troppo

Io non sono un cuor contento, al massimo un cuore energico. Al mattino mi sveglio sempre piena di voglia di fare, ma non traboccante di lietezza. Sono abbastanza certa che questo mio limite c’entri (anche) con gli ormoni, col fatto di vivere in un luogo piovoso e con persone ombrose: ho ironia e senso del grottesco, ma non sono una persona allegra.

Quando mia madre è stata dimessa dalla clinica di riabilitazione dov’è stata 4 settimane dopo un intervento all’anca, la sua vicina di letto si è messa a piangere. Diceva: “Mi mancherà la tua allegria”. Ecco, a me nessuno ha mai detto questo.

Perché pensavo che l’allegria fosse un sentimento da poveri coglioni? Uno stato d’animo tronfio da berlusconiani, tipo i musicisti che continuano a suonare mentre il Titanic affonda? Una posa da Mike Bongiorno, da poveri buffoni, da vesti-la-giubba-ridi-pagliaccio? Che leggerezza, denigrare la leggerezza. Scusa Calvino, non sono capace di planare su niente senza schiacciarlo, ma quest’anno ci vorrei provare. Il primo passo è smettere di pensare all’allegria come a uno stato d’animo e considerarlo invece un valore da difendere, da incarnare e da insegnare a mio figlio. Quando sarà ministro della cultura, e una giornalista gli chiederà cos’ha imparato da sua madre, voglio che Elia risponda: i testi di De Andrè, l’uso ossessivo del filo interdentale e l’allegria.

La faeduscia è ai minimi storici e non mi si para davanti un anno radioso. C’è di buono che l’allegria non è un sentimento esclusivo o un dio geloso: si può essere stanchi e allegri, incazzati e allegri, perfino tristi e allegri. Ad esempio in questo momento sono impaziente e nervosa, tutti stati d’animo che con l’allegria ci vanno a braccetto.

I miei awards allegri del 2019

Persone dell’anno, con nomi e cognomi. La mia agente Alessandra Mele per la sua ammirevole-ai-confini-dell-irritante voglia di lavorare e fiducia nelle mie capacità. Elisa Giarola e Stefania Andreoli per gli infiniti spunti di riflessione sulla condizione di genitore. Barbara Damiano e Susanna Aruga per essere modelli di equilibrio e ragionevolezza. Giorgia Pagliuca, Maddalena Ramolini e Valentina Aversano per la loro curiosità e autentico candore. Samy Sottile Monterisi e Serena Cena per la fiducia. Cristina Polga per la professionalità e il conforto. Mia madre per l’esempio e, voilà, l’allegria. Grazie carissime, non serve nessun *, siete tutte donne e non è un caso.

Scoperte e riscoperte dell’anno. La bicicletta, le graphic novel, il lago di Avigliana, la feta al forno. Numerosi libri, audiolibri e podcast, di cui ho sempre parlato se interessanti per cui vi risparmio la lista.

Conversazione dell’anno. “Come dare un senso alle proprie giornate quando fai un lavoro fatuo” featuring la sottoscritta e Ingrid Magnoni nel ruolo di noi stesse quando siamo stanche. Rapido sunto: se pensi che il tuo lavoro non contribuisca al benessere della società, menti perché hai almeno tre modi per farlo. Donare parte di ciò che guadagni, prestare gratuitamente il tuo ingegno laddove utile e migliorare la giornata delle persone che trascorrono 8 ore (oppure 10 se sei a Milano, sai che ci tengono sempre a ribadire che loro si sbattono di più) al tuo fianco. Come gliela migliori? Con la tua presenza, il tuo esempio e -guardala lì come torna- la tua allegria.

Prodotti dell’anno. Shampoo solido Ethical Grace, umidificatore e profumatore per ambienti Amazon, pigiami Uniqlo, subscription Storytel.

Conquiste dell’anno. Un po’ di buone abitudini eco tutte nuove (i detersivi alla spina, tovaglioli e fazzoletti in stoffa) e altre ben consolidate (la differenziata, l’acqua del rubinetto). Rimettere a posto l’armadietto dei cosmetici e attenermi all’ordine prestabilito, continuare il mio metodico processo di riduzione del guardaroba.

Fatiche dell’anno. Togliere il pannolino a Elia. Bonus track; non un solo giorno di mutua, non aver mai saltato psicoterapia o gli incontri dell’orientamento professionale, in altre parole non aver mollato mai un cazzo di giorno che dio ha mandato in terra.

Esperienza dell’anno. La visita alla Drop House di Gruppo Abele Onlus. Ho capito più su fundraising, accoglienza, migranti, senzatetto, periferie e disuguaglianza sociale in due ore là dentro che in 37 anni qua fuori. Ho ricevuto spiegazioni incredibilmente competenti e un resoconto del disagio onesto e sorridente, da cui sentivo il rispetto per la complessità e nemmeno un filo di fastidio. Scusate, so di avervi stremate con le mie domande ma se non chiedi non ti verrà spiegato. Anche qui, nemmeno un * perché la Drop House è piena di donne e di nuovo non è un caso.

Miglior momento dell’anno, lavoratrice edition. Io che propongo un progetto che viene accettato e diamine, l’ho davvero scritto io con queste dita tozze, e nessuno ha rotto i coglioni, e hanno persino detto “Bello, brava, verrà bene”, e se non viene davvero bene è la volta che queste dita me le mozzo, da sola, una per una.

Miglior momento dell’anno, madre edition. Quando è arrivata sul gruppo whatsapp della Scuola Materna questa foto e ho visto cos’ha scritto Elia.

PROPOSITI ALLEGRI DEL 2020
  • Ricominciare con ashtanga yoga perché non sto affatto bene, ho male ovunque e sono incapace di muovere intere fasce muscolari
  • Compiere le mie scelte animata da egoismo candido: è questo il termine coniato dalla sottoscritta per definire ogni spinta egotica che punta a far stare meglio me per far stare meglio -anche e di conseguenza- le persone che amo
  • Ricordarmi che -tendenzialmente- ho ragione io
svgLibri in 3 parole: La vita bugiarda degli adulti
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svgRecensioni beauty freddissime

14 Comments

  • Annita

    Dicembre 30, 2019 at 8:34 am

    Mi rivedo sempre nelle tue parole, forse c’entra “col fatto di vivere in un luogo piovoso e con persone ombrose”. Simona Sciancalepore, nel suo Manuale di scrittura creativa, dice di frequentare le letture a cui vogliamo assomigliare, che sentiamo affini, per questo trascorrerò molto tempo insieme alle tue parole, in questo anno poco radioso che ti si para dinnanzi. Buon anno Valeria.

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    • gynepraio

      Gennaio 6, 2020 at 1:44 pm

      Grazie Annita, che i nostri anni siano radiosi, in egual misura per entrambe!

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  • Camilla

    Dicembre 30, 2019 at 8:44 am

    In questa mattina di lunedì 30 dicembre mentre sto per andare al lavoro, un lavoro che non sento più mio circondata da brutte persone con brutti atteggiamenti, ecco, mi hai fatto versare una lacrima. Grazie per essere come sei, per le cose che scrivi. Buon 2020!

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    • gynepraio

      Gennaio 6, 2020 at 1:43 pm

      Gioia, non volevo farti piangere! Stringi i denti e buon 2020

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  • Antonia

    Dicembre 30, 2019 at 4:04 pm

    Per quanto riguarda la felicità e l’allegria ho letto un articolo una volta (non ricordo più dove) che ognuno di noi ha un livello “predefinito” di felicità. Ci sono persone incapaci di essere felici, persone che lo sono poco poco e persone che, nonostante le avversità della vita, riescono a sorridere e trovare il modo di rallegrare gli altri comunque.
    Ecco mia madre per esempio non avrebbe mostrato felicità nemmeno se avesse vinto 12 miliardi di euro, avrebbe trovato un modo per preoccuparsi e non gioire dell’evento, io tendo ad avvicinarmi più alla terza categoria che non significa essere delle Polianna ma cecare di “tirarsi su” trovando qualcosa di positivo.
    Detto questo se attorno a te ci sono persone della prima categoria ti smonti per forza.
    Buon anno Valeria!

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    • gynepraio

      Gennaio 6, 2020 at 1:42 pm

      Antonia, quando non riuscirò a gioire adeguatamente ti chiamo così mi strigli a dovere perché spesso ne ho bisogno anche io…

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  • Ilaria

    Dicembre 31, 2019 at 12:58 am

    Cara cugina,
    Avrei voluto fare un post in cui avrei raccontato in breve il mio 2019…
    Poi ho letto il tuo e boh… mi sono fermata
    Sei troppo avanti!!!
    Io continuo a raccontare danzando..
    Tu continua a scrivere perché sei davvero speciale!
    Credi sempre nel tuo percorso… stai andando a gonfie vele ❤️
    Cugina Ilaria..
    P.S. Nei propositi per il 2020 ti consigliere di fare una piccola postilla..
    ” andare più spesso dalla cuginanza in quel di Abbiategrasso “

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    • gynepraio

      Gennaio 6, 2020 at 1:41 pm

      Aggiunto anche questo! Abbracci e buon anno

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  • Valentina Aversano

    Dicembre 31, 2019 at 4:14 pm

    Cara Valeria, che bellissima sorpresa ritrovarmi in questa lista! Grazie, vorrei poter articolare meglio, ma le parole sono scappate via tutte. Grazie grazie grazie. Spero di rivederti presto! Buon anno, tanti abbracci stretti da qui a lì. <3

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  • Eleonora

    Gennaio 1, 2020 at 3:34 pm

    Cara Valeria,
    E’ sempre bello leggere quello che scrivi! Hai fatto un bel riassunto dei tuoi propositi e achievements. Hai ispirato anche me a farlo! Uno dei miei propositi sarà quello di leggere tutti i tuoi posts su gynepraio, perché sono meravigliosi!
    Cugi Ele

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    • gynepraio

      Gennaio 6, 2020 at 1:41 pm

      Grazie cugina, mi hai motivato a scrivere ancora di più!

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  • Lolitaebarracuda

    Gennaio 7, 2020 at 4:14 pm

    Buon anno Valeria!

    Sempre bello leggerti, sei la mia pausa caffè ora che a lavoro non prendo più caffè!
    Leggo che farai yoga e in merito all’attività fisica vorrei farti una domanda.

    In passato ho letto il tuo post sulla BBG e mi piacerebbe molto provare (mi alleno a casa o nei parchi).
    Tu hai utilizzato l’app SWEAT o hai utilizzato solo il libro?

    Io ho il libro (in inglese). Carino e colorato ma non mi motiva più di tanto, magari l’app ti sprona maggiormente?

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    • gynepraio

      Gennaio 8, 2020 at 12:07 pm

      Io ho utilizzato solo il libro, l’app non l’ho mai usata anche perché a fine 2015 quando feci la BBG non c’era ancora!

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