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Posta del Cuore n.5

POSTA DEL CUORE N.5: PINELLA

Pinella ha 32 anni, vive da sola dal 2007: è professionalmente realizzata, indipendente e abituata a cavarsela da sola. Ha alle spalle 3 lunghe relazioni eterosessuali durante le quali si è ritrovata a svolgere il ruolo di crocerossina, di madre premurosa, di cassa depositi e prestiti, ma ormai ha una storia felice seppure animata con una donna.

A novembre 2019 la compagna di Pinella si è trasferita all’estero per lavoro e vi è rimasta bloccata fino all’estate: in questi mesi Pinella ha lavorato, studiato, perso un nonno, discusso con entrambi i genitori per antichi dissapori, affrontato da sola un lockdown. Questo periodo è culminato con la morte improvvisa di suo padre, che si lascia dietro un rapporto sospeso, pieno di non detti e di promesse che non hanno avuto tempo di realizzarsi.

Da allora, Pinella sente di aver perso una parte di sé e ha compreso di avere sempre ubbidito a un modello di affidabilità, maturità e perfezione a beneficio di sua madre, dei suoi famigliari, de* suo* compagn*, senza mai concedersi un momento di cedimenti, bisogno o rabbia. Forse per questo motivo, in un periodo così duro, vorrebbe concedersi uno strappo alla regola, un comportamento palesemente sbagliato: andare a letto col suo migliore amico, con cui è in grande sintonia. Teme però che questo gesto possa incrementare il livello di complessità una situazione di per sé piuttosto intricata.

Temo di rispondere a posteriori perché sto recuperando vecchie richieste, cara Pinella, quindi mi sa che il tuo amico del cuore te lo sei già bell’e che fatto. Però, nel dubbio, io ti direi due cose.

Il bisogno impellente di compiere un errore macro o un atto palesemente eversivo è comprensibile, se senti di non aver mai potuto beneficiare di quei fisiologici momenti di attesa, indugio, dubbio, errore o fallimento. Però forse i gesto dimostrativi non servono a molto, a parte quello di Rosa Parks e qualche altra eccezione che ha fatto storia: intendo dire che se hai voglia di sbagliare o concederti il -per me legittimo- lusso di fare un po’ il cazzo che ti pare, non occorre sfasciare una coppia. Puoi anche solo prenderti un anno sabbatico, donare i tuoi averi ai poveri, rasarti i capelli. Per cui, adesso che l’hai capito e che oltretutto sei seguita da una specialista, sta a te trovare modo e spazio per introdurre nella tua esistenza delle microforme di disubbidienza o, invento delle definizioni, delle trasgressioni “sostenibili”. Grazie al loro effetto liberatorio forse sparirà il bisogno di compiere atti così plateali. Non so interpretare il fatto che tu abbia pensato di “deviare dalla via prestabilita” proprio con un atto di natura sessuale: penso che la lontananza dalla tua compagna e dallo specifico tipo di felicità che lei incarnava possa indurti a guardarti attorno. Immagino a fatica la natura delle tue inclinazioni: in questo, come in molti altri, io sono tagliata con l’accetta. Vale a dire che sono così spiccatamente eterosessuale che non riesco a “sentire” il tuo desiderio e la sua complessità: se, come mi sembra di intuire, hai una sessualità più liquida (o comunque meno sbilanciata della mia!) e vuoi assecondarla, è giusto che la tua compagna sia messa nelle condizioni di saperlo. Al netto di questo desiderio “episodico” nei confronti del tuo amico e del periodo duro che stai vivendo, è una parte di te della quale potresti prendere atto in modo sereno e privo di vergogna.

Suggerimento di lettura: “Gli Argonauti” di Maggie Nelson (tradotto in italiano da Francesca Crescentini AKA Tegamini!) che racconta del viaggio di autoscoperta e autorivelazione di una donna innamoratasi di un’artista transgender.  Il linguaggio è forte, le illuminazioni lo sono ancora di più.

POSTA DEL CUORE N.5: SCAJOLA

Scajola ha 35 anni, è sposata, ha 2 figli piccoli. Conosce suo marito dall’età di 16 anni: sono entrambi originari del Sud Italia, che hanno lasciato per trasferirsi in una città del Nord dove hanno creato la loro famiglia.

Il primo lockdown è stato duro per loro, come per molti altri: in assenza di nonni e con la necessità di lavorare full time, la gestione di due creature piccole ha gravato prevalentemente su di lei. Non appena è stato possibile, Scajola ha chiesto ai genitori di venire ad aiutarla per fare fronte a un’emergenza lavorativa che richiedeva la sua presenza: sono stati bravi, efficienti, collaborativi, ma Scajola non li sopporta più. Non è la prima volta che questo accade, perché anche in passato le è capitato di ospitare i suoi genitori e di sentirsi soffocare: nonostante l’assenza di aiuti e il fatto che spesso si sottoponga a tour de force di fatica tremenda, quando intervengono i suoi famigliari l’effetto è quasi più destabilizzante che rilassante.

Scajola si sente colpevole e vorrebbe scardinare questo meccanismo. Ahahahaha, scusa gioia, ma per me sei già da premiare visto che hai resistito ben 2 settimane! Non specifichi se sono stati tuoi ospiti, se hai una casa grande o meno, ma se così è, l’aggravante dell’entropia va considerata: in una casa che accoglie 4 persone, prevederne altre 2 significa incrementare la popolazione del 50% e questo, di per sé, è condizionante, limitante e anche fastidioso.

A mio parere, questo stato d’animo non ha niente a che vedere con la mancanza di amore: io amo mia madre e amavo mio padre quando era in vita, ma non è sostenibile una routine che li includa in maniera radicale. A maggior ragione se, come te, si è abituati a prendere decisioni, muoversi in autonomia, essere padroni dello spazio e del tempo: se vuoi immaginare come mi sento, aggiungi che io sono pignola, giudicante e convinta di fare tutto meglio degli altri. È un po’ il dilemma del porcospino, ma applicato ai famigliari: la tua vita sarà sempre un alternarsi di “che bello sarebbe se i miei fossero qui” e “Madonna quand’è che si tolgono dai piedi”.

Io non ne ho avuto la possibilità pratica quindi il problema non si è mai posto: ma, nonostante i sacrifici economici e pratici cui ci siamo sottoposti, non avrei comunque scelto un’organizzazione famigliare dipendente dal supporto dei nonni. Non colpevolizzarti, non farti violenza, non arrovellarti. Piuttosto, se ti pesa questa situazione domestica in cui gli oneri gravano quasi solo su di te, ti invito a ripensare la suddivisione dei compiti con tuo marito o, almeno, a delegare a qualcuno i lavori domestici o parte della cura dei bambini.

Suggerimento di lettura: Fino all’alba di Carole Fieves. È la storia di una madre single, in una città nuova e ostile, che si barcamena nella sua condizione economicamente precaria e psicologicamente instabile; c’è un capitolo in cui va a trovare i nonni, e, come te e me, non vede l’ora di tornare a casa propria e alle sue gravose responsabilità.

POSTA DEL CUORE N.5: ALADDIN

Aladdin ha 24 anni ed è fidanzata da 4. Poco prima di fidanzarsi, ha frequentato per 6 mesi un compagno di università con il quale non è mai andata a letto: prima di ogni occasione, lui adduceva scuse che Aladdin prendeva sempre per buone finché dopo una disastrosa e litigiosa vacanza -durante lui si è comportato molto male- l’ha lasciato.

Anni dopo, Aladdin ha scoperto che, mentre stava con lei, questo ragazzo frequentava un altro ragazzo e che da allora nasconde la propria omosessualità forse per timore della sua famiglia ipercattolica. Alcune volte, memore del pessimo trattamento da lui ricevuto e delle menzogne che le ha raccontato, vorrebbe vendicarsi e rivelare al mondo il suo segreto.

Allora Aladdin, non facciamo le cretine. La vendetta è un piatto che si gusta freddo, ma non sfama per un cazzo quindi lasciamo perdere; in più, questa persona è evidentemente in una condizione di confusione, scissione, vulnerabilità e non è il caso di infierire. Io una volta -10 anni fa direi- ci provai con un tizio, tra l’altro esponendomi tantissimo in un modo che non ti sto a raccontare per pudore, e lui mi rispose che non potevamo uscire insieme perché la sua ragazza non sarebbe stata molto d’accordo, salvo che tramite amici comuni ho scoperto che non c’era nessunissima ragazza ma che era gay. Che gli devo dire? Non sei stato corretto? Se non ha voluto condividere con me questo aspetto di sé è perché forse preferiva custodirlo.

Io capisco che non tutti abbiano la serenità e la consapevolezza di rendere note le proprie preferenze sessuali, specialmente se si è giovani e si proviene da un background molto tradizionalista come questo ragazzo. Vai oltre, e spera che anche lui possa innamorarsi alla luce del sole com’è accaduto a te.

Suggerimento di lettura: Colpo su colpo di Riccardo Gazzaniga, la storia del tenero e complicato coming-out di una ragazza di 16 anni, figlia di un poliziotto e appassionata di boxe.

 

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