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Una postazione di lavoro mobile tutta per sé

Quando siamo entrat* in questa casa, abbiamo immaginato che la vita, a parte l’arrivo di un bambin* che era già stato preventivato, sarebbe cambiata così tanto. Nel giro di poco tempo:

  • io ho lasciato un lavoro in ufficio e ho iniziato a lavorare in casa
  • è scoppiata una pandemia che ci ha costretti tutt* in casa per mesi

Sono andata avanti mesi a lavorare sul tavolo della cucina, sul divano, nelle caffetterie quando erano aperte. Me lo sono fatto sempre andare bene ma da settembre mi riprometto di trovare una soluzione soddisfacente ed ergonomica: il tavolo da pranzo è troppo basso (infatti nasce per mangiare e non per lavorare), la sedia bella ma assolutamente scomoda, la luce naturale mi arriva da dietro facendo ombra sullo schermo, quella artificiale giunge all’alto ed è inutile. Ho avuto, alternativamente o in compresenza: mal di testa, mal di schiena, dolore al coccige. Lo scorso sabato ho lavorato su uno sgabello al bancone della cucina, dove probabilmente sono stata così contratta che, scendendo dal trespolo per fare una carezza a Elia, sono rimasta bloccata e solo con una combinazione di antinfiammatori, cerotti termici, riflessologia, massoterapia, coppettazione e moxa sono riuscita a rimettermi in sesto.

Purtroppo ci sono dei limiti oggettivi: in casa non ci sono angoli liberi né finestre davanti alle quali piazzarmi. Oltretutto, il fattore estetico per me è troppo rilevante: non voglio, in nome dell’ergonomia, deturpare un angolo di casa. Entrando nello specifico delle soluzioni:

  • quelle belle erano ingombranti e piuttosto costose, tipo scrivanie imperiali di Molteni che avrebbero richiesto una casa a sé
  • quelle “a scomparsa” non c’entravano niente con il resto dell’arredamento e comunque non mi sembravano particolarmente ergonomiche
  • quelle autenticamente ergononomiche ricordano l’ufficio di Fantozzi quando vuole fare lo scatto aziendale a direttor. dott. ing. gran. ladr. di gran croc. pezz. di merd.

Sono stata illuminata da un’inserzione di Instagram, una di quelle advertising che ti capitano tra le palle se il sistema rileva che alle 3 di notte di una settimana prima hai anche solo pensato la parola “scrivania”. Io dovevo allestire una postazione di lavoro mobile! Al mattino la monto, la piazzo dove mi pare e la sera -taaaac!- la smonto. Il tutto per un totale di 141 € (sedia+scrivania) che mi sembra abbastanza congruo vista la tariffa oraria dei massoterapeuti.

postazione di lavoro mobile

Ecco da cos’è composta!

Scrivania pieghevole. Quando è aperta è alta 75 cm e misura 100 cm di larghezza per 60 cm; da ripiegata è spessa 10 cm e si può riporre in verticale in uno sgabuzzino o in una cabina armadio. Si monta e smonta in qualche secondo: non è leggerissima ma, del resto, non si tratta di un tavolino da campeggio ma di una scrivania. La piazzo davanti alla finestra della cucina, in posizione strategica per la luce, il telefono (visto che in questo appartamento i muri sono così spessi da disturbare la linea!) e per la presa elettrica.

Poiché non deve stare a vista 24/7 ho scelto una finitura molto semplice ma carina (che al momento è esaurita), in ogni caso, il parametro più importante (oltre all’altezza standard di 75 cm) era la profondità. Molte scrivanie a scomparsa o pieghevoli, infatti, misurano 40 cm che per me sono insufficienti. In ogni caso, un tavolo 60×100 cm non è denaro sprecato: se ci sono ospiti a cena risulterà comunque utile.

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Sedia. È la Bleckberget di Ikea color panna: non un modello high tech ma comunque accogliente e dotata di rotelle. Per quanto mi riguarda, la persona che inventerà delle sedie da ufficio veramente belle ha vinto tutto: ho cercato per mesi imbattendomi anche in soluzioni da 800 € che erano comunque molto brutte. Enzo Mari, Ettore Sottsass, perché non avete progettato niente?

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Alzamonitor. Un piccolo investimento che solleva notevolmente la posizione dello schermo. Io ho un computer davvero piccolo, per me fa la differenza.

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Tappetino protettivo. Ce l’ho da tempo -acquistato su suggerimento di Emily Schuman- e assicuro che protegge il tavolo dai graffi ma anche da té, caffè, olio essenziale, acqua, tisane, cera e altre amenità che nel tempo ho ritenuto opportuno rovesciarci sopra. Per lo scorrimento del mouse va benissimo.

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Mouse. Un modello base ma molto funzionale, consigliatissimo specialmente se come me lavorate parecchio alle presentazioni e cliccate tantissimo. Credetemi che il mouse fa la differenza.

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Diffusore di essenze. Un piccolo dettagio che cambia la giornata; il colore rosa non è più disponibile, ma ho visto un color salvia a mio parere molto più elegante. A proposito di eleganza, le luci intercambiabili sono un optional che potete benissimo ignorare come ho fatto io.

Secondo le mie fonti, gli oli essenziali ideali per ambienti lavorativi sono: menta, rosmarino ed eucalipto per la concentrazione, lavanda, geranio e salvia per il relax. Ultimamente sono in fissa con l’olio essenziale di cannella, che a quanto pare non serve a niente se non a farti sentire in una pasticceria svedese.

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In alternativa, uso questo bruciatore di essenze che va bene anche per le tart candles.

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Altri strumenti da lavoro e organizzazione sono raccolti nella vetrina Amazon dall’evocativo titolo  “Lavoro, fatica e stakanovismo”.

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One Comment

  • Mister Dumba

    Aprile 27, 2021 at 9:27 am

    Si può usare Akismet per ridurre lo spam nei post? Giusto per sapere

    svgRispondi

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