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Relazioni, cultura, self-care e finanza personale, ogni martedì, 4 volte al mese. 

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      Mia madre e il foglio bianco

      Mia mamma è una donna incredibilmente saggia e capace di fare i conti con la realtà. Pensate che quando non le vengono le parole crociate, travisa vocaboli, produce neologismi e riesce creativamente a incastrarli. Ad esempio, una volta la definizione era “7 lettere, ne soffrono le puerpere” e decise che la parola era ORCHITE. Non mi chiedete come, ma completò comunque lo schema.

      Non so se sia il suo realismo, o la sua proattività, sta di fatto che solo lei è capace di vendermi la verità, e farmela digerire in un modo che la fa apparire quasi interessante. Una volta, consolandomi alla fine di chissà quale racconto strappalacrime, mi aveva avvisata che le prossime relazioni sarebbero state molto più difficili. Hai trent’anni e non sei più di primo pelo, figliola, scordati di trovare un altro foglio bianco. Il foglio bianco, nel dizionario sentimentale della mia genitrice, è un uomo che

      manca di esperienze, aspettative, desideri, ferite. Un imberbe emotivo, insomma, un uomo giovane, o peggio ancora giovanile, che non sa niente del mondo e al quale va tutto sommato bene qualsiasi cosa, con l’entusiasmo e la curiosità degli adolescenti, privo di termini di paragone e quindi incline alla venerazione.

      Statisticamente – a meno di vestirsi da teenager e bazzicare i bar frequentati dalle matricole iscritte a filosofia- è più facile imbattersi in persone che, come te, hanno avuto delusioni ed esperienze sentimentali. Sono state sole a lungo e hanno il loro corredino di nevrosi, abitudini, ex coniugi, figli. Che non potrai eradicare e con cui dovrai convivere. Anche tu, in fin dei conti, ti presenti con la tua bella valigia piena di problemi. 

      Ma siccome sono una ragazza spavalda e fondamentalmente parlo senza riflettere, devo aver detto qualcosa del tipo “Ma certo, mamma, credi che non sappia come va il mondo? Ma sai che ti dico, mille volte meglio così, cosa ce ne facciamo noi di una persona banale semplice e succube conciliante? A noi piacciono le sfide, anzi guarda se la cosa si fa dura son molto più contenta, sarà così emozionante.”

      Brava scema, eccomi accontentata.

      13 Aprile 2015

      La noia, questa sconosciuta

      20 Aprile 2015

      Ce l’hai con i migranti? No, con gli astigiani

      Comments

      • giulia

        hahaha parole sante, sia le tue sia quelle di tua madre!

        15 Aprile 2015
      • Barbs LeCupcake

        diffidate dalle matricole di filosofia! (e anche dagli assidui frequentanti e laureandi) che quando si tratta di bagaglio emotivo fanno a gara per sfoggiare il più culturalmente sfaccettato, prudentemente dettagliato e minuziosamente approfondito.

        Barbs

        15 Aprile 2015
      • siboney2046

        Tua madre è saggia in una maniera cruenta!

        15 Aprile 2015
      • marghe ✿

        non sono sicura che con una persona semplice e conciliante possa essere più facile sai?
        Io e mio marito non eravamo fogli bianchi quando abbiamo iniziato a uscire insieme ed è stato un vantaggio: sappiamo esattamente cosa vogliamo!
        Questa frase “A noi piacciono le sfide, anzi guarda se la cosa si fa dura son molto più contenta, sarà così emozionante” la appenderò in cucina così la prossima volta che litighiamo me la ricordo 😀
        Mi consola sapere che siamo tutte sulla stessa barca!

        16 Aprile 2015
      • marghe ✿

        ah, in groppa al bruco alla genitrice!

        16 Aprile 2015
      • Giulia Calli - www.trentanniequalcosa.com

        Che mitica tua madre! La mia, pur io avendo 30 e qualcosa, una relazione extralunga con matrimonio finito alle spalle, mi considera ancora di primo pelo, non so come. E quando le accenno dei nuovi incontri le sue frasi tipo sono “stai attenta” e “fai da brava”. Fai da brava, capito?
        Persone semplici e concilianti comunque no dai, per esperienza ti dico che il conciliante o 1. ti viene a noia o 2. ti sta prendendo per il culo fingendo di essere conciliante quando non lo è.

        18 Aprile 2015
          • Giulia Calli

            I mariti concilianti che conosci mi fanno venire in mente una cosa che mi disse qualche anno fa un collega bonaccione, una specie di gigante buono sposato (giovane) con la sua morosa di sempre. Mi disse: “ma quando lei mi rimprovera per qualcosa o si lamenta o polemizza, io semplicemente attivo la modalità gabbiano”. E in cosa consiste, di grazia? – gli avevo chiesto io. “basta guardare la sua bocca che si muove, annuire e immaginarsi il suono dei gabbiani nelle orecchie…la pace”. Eccoli, i concilianti 🙂

            19 Aprile 2015

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