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Relazioni, cultura, self-care e finanza personale, ogni martedì, 4 volte al mese. 

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      Perchè fare psicoterapia

      Vado controtendenza: in un periodo in cui tutti scrivono consigli per regali di Natale, parlo di investimenti per il 2016. E vi suggerisco di fare psicoterapia. Mi aspetto giustamente un coro di “Ma fallo tu, ossessiva compulsiva narcisista col disturbo d’ansia generalizzato e un complesso edipico grande come lil Machu Picchu”.

      fare psicoterapia

      Illustrazione by Fabio Magnasciutti

      Ma con la calma dei forti io vi risponderò “Già fatto, grazie”. Perchè, incredibile a dirsi, per 2 anni ogni giovedì mattina, prima del lavoro, mi sono recata a raccontare i fatti miei a una sconosciuta prezzolata. E adesso, che è passato un anno, continuo a pensare che sia una delle scelte più acute che abbia fatto.

      Spendere per se stessi, per acquistare beni o servizi che ci diano piacere, è sempre una buona idea: i viaggi, i libri, i concerti, i divertimenti in generale. Alcuni generano dei benefici di breve termine (le risate durante uno show a teatro, il relax dopo una giornata alle terme), altri di medio-lungo termine (i ricordi positivi, l’apprendimento). Ma di tutti i piaceri, fare psicoterapia è l’unico che crea strumenti per essere più felici con sè e con gli altri: accettare che alcune persone non cambiano, smettere di pensare ai problemi altrui per dedicarsi ai propri, fidarsi dell’istinto. Queste sono solo alcuni di quelli che ho ricevuto io, ma la lista è potenzialmente infinita.

      fare psicoterapia

      Illustrazione by Fabio Magnasciutti

      Quando suggerisco alle persone di fare psicoterapia e -tendenzialmente invano- cerco di abbattere le loro resistenze, spesso sento ricorrere la parola aiuto. L’aspettativa è quella di una persona che amichevolmente si prende cura di voi, e voi dopo aver parlato con questa persona, per effetto di una specie di misteriosa osmosi emotiva, vi sentirete meglio, leggeri, pronti a ricominciare. Il concetto di aiuto si porta dietro alcune implicazioni: la spontaneità, l’affettività e, non ultima, la gratuità. Una mamma, un’amica, una sorella vi aiutano: dalla loro visuale parziale e inevitabilmente (meravigliosamente?) compromessa dall’affetto, vi risolvono problemi, costruiscono soluzioni, partoriscono giudizi, fabbricano consigli, disegnano scenari. Uno psicoterapeuta si fa -più o meno lautamente- pagare per dare assistenza, e quindi vi insegna ad aiutarvi da soli affinchè un giorno possiate non avere più bisogno di lui. E, se è bravo, lo farà con una elegantissima e stupefacente nonchalance: perchè il tempo in sua compagnia sarà disseminato di minuscole illuminazioni e scoperte che non credevate alla vostra portata, di piccole ammissioni di colpa e prese di responsabilità di cui pochi mesi prima non sareste stati capaci. Queste epifanie, che inizialmente arrivano solo in studio sotto il suo pungolo sapiente, a un certo punto giungeranno a casa, in auto, in coda alla posta. E a quel punto nulla sarà come prima.

      fare psicoterapia

      Illustrazione by Fabio Magnasciutti

      Il fatto che lo psicologo sia un estraneo -per carità, scelto con cura e con tanti diplomi appesi al muro- non è solo garanzia di professionalità, imparzialità, distanza. In realtà l’appuntamento con questo semisconosciuto è un premio: tanto per cominciare, è un’ora solo vostra e in questo si differenzia radicalmente da una passeggiata nel parco con un amico, dove si presume che ci sia uno scambio a doppio senso e dove quindi il tempo non è interamente dedicato a uno dei due attori. Avere una persona che vi caga ininterrottamente con ligia dedizione per 50 minuti è un lusso molto sottovalutato. Oltretutto, non potete certo annoiarvi: si parla di voi, solo di voi, sempre di voi, o a limite di fatti/cose/persone che interessano a voi. E questo, con l’amico al parco, non succede.

      fare psicoterapia

      Illustrazione by Fabio Magnasciutti

      Per molti la questione spesa è scabrosa. Io non giudicherò nessuno su come utilizza il proprio denaro: del resto sono quella che filtra l’acqua perchè la minerale costa troppo ma ieri è andata in centro in macchina (750 m) per prendere i regali di Natale. Penso che non sia impossibile ritagliare quella cifra da uno stipendio medio: limitando altri costi, ricorrendo al SSN e anche, orrore orrore, aprendo un finanziamento o chiedendo un prestito a un famigliare. C’è chi lo fa per iscriversi in palestra, per comprarsi la pedana vibrante (sì, sono seria, conosco veramente una che l’ha fatto) o mettersi l’Invisalign. E’ questione di priorità: i denti dritti sono più urgenti/socialmente utili/materialmente accessibili rispetto, che so, a gestire la propria ansia o imparare a dire di no. Ma soprattutto, staccato l’assegno, il ruolo dell’acquirente è finito: deve solo lavarsi i denti e passare il filo 2 volte al dì. Fare psicoterapia è meno facile e richiede di ragionare come un investitore, come il soggetto attivo e pensante di una joint venture che può determinare il fallimento o il successo dell’impresa.

      fare psicoterapia

      Illustrazione by Fabio Magnasciutti

      Sul tema denaro, anche io spesso pensato di non potermelo permettere. Ma vi giuro che il mio stile di vita, quando affrontavo la spesa della psicoterapia, non è cambiato: sono comunque andata in vacanza, al cinema, dal parrucchiere. Ho continuato a essere indisciplinata, ad autoconfortarmi comprando oggetti, eppure ce l’ho fatta ugualmente: quasi inconsciamente, il mio budget si è auto-assestato. Forse ho mangiato pane e cipolle per due anni, ma ero così assorbita dal mio lavoro di introspezione da non accorgermene? La risposta è no, ma una delle spese che ho tagliato sono state le settimanali cene al ristorante e le 5 consumazioni alcoliche del weekend: vi assicuro che solo con questo accorgimento mezza psicoterapia l’ho pagata.

      Amici, che macchina meravigliosa è la mente umana! Che animale evoluto è l’uomo! Che capacità di adeguarci all’ambiente ostile e ridimensionare i bisogni ci hanno lasciato in eredità i nostri progenitori di Neanderthal! Questo stesso meraviglioso spirito di adattamento mi ha indotto, nel giro di pochi giorni dalla fine della terapia, a ricominciare ad andare al ristorante e comprare inutilità a manetta. Alla fine è psicoterapia, mica magia nera.

      fare psicoterapia

      Illustrazione by Fabio Magnasciutti

       

       

      7 Dicembre 2015

      la mia (risate in sottofondo) beauty routine

      21 Dicembre 2015

      Are you dreaming of a white Christmas? Sicuri sicuri?

      Comments

      • Kellakiara

        Sarà che si avvicina la fine dell’anno e c’è aria di bilanci, ma mi sono trovata anche io a riflettere e a voler condividere la mia esperienza in fatto di salute mentale. Perché è di questo che si tratta. Certo (per fortuna!) non tutti hanno una “broncopolmonite mentale cronica”, per molti si tratta di un “raffreddore mentale” di stagione, ma la psicoterapia è parte essenziale della cura. Un’arma della quale non dovremmo privarci.
        Ma forse sono di parte: a me ha salvato la vita.

        14 Dicembre 2015
      • polepole

        E sai che ci sto pensando da un po’?
        Oddio, mica stai lanciando la nuova tendenza del 2016? 🙂

        14 Dicembre 2015
      • AliceOFM

        Io sono una fiera psicoterapizzata!
        Anch’io da due anni a questa parte sono seguita da una psicologa, ma tempo fa la vedevo come una roba da pazzi. Veri e propri.
        E so che per molti è così, perchè fin quando non provi è difficile capire quanto anche solo un altro banalissimo punto di vista rivoluzioni un lato della tua esistenza.
        Condivido la riflessione sul denaro, e comunque tramite la ASL si trovano molte soluzioni; io ho la fortuna/sfortuna di avere l’Asperger e poter quindi essere seguita nell’unico ambulatorio per l’autismo nell’adulto in Italia, ma avendo un alto funzionamento la psicoterapia è molto improntata sul “formato classico”; contando che ho una psicologa eccezionale che mi ha aiutata a rivoluzionare parte della mia vita (spendendo davvero poco) non posso non esserne soddisfatta. E so che tramite SSN la storia non cambierebbe troppo.

        Alice

        15 Dicembre 2015
      • Barbs LeCupcake

        e delle sessioni di coaching cosa ne pensi?

        Barbs

        15 Dicembre 2015
      • Koala - http://koalainnamorato.iobloggo.com

        Che bel pezzo pieno di illuminazioni!
        Grazie per aver condiviso quest’esperienza tanto ricca e profonda, che personalmente mi ha spinta a rileggere in chiave meno critica e più aperta il ruolo della psicoterapia: ai tempi non mi servì molto ma perché ero io, ad essere ormai “oltre”, oltre al raffreddore ed alla broncopolmonite cronica, intendo, tant’è che non mi vergogno ad ammettere che il poderoso mix di psichiatra illuminato & cura farmacologica azzeccata mi ripigliò giusto giusto per le doppie punte dei capelli.
        E chissà se dopo aver raschiato il proverbiale fondo, una sana dose di introspezione da psicoterapia non possa servire…mah…da terapia di mantenimento?!

        15 Dicembre 2015
          • Koala - http://koalainnamorato.iobloggo.com

            Ecco, se ci fosse il tastino “LIKE” lo cliccherei subito! Mi piace, mi piace molto questo tua prospettiva…..:-)

            16 Dicembre 2015
      • giulia

        Anche io parte del club! I (tanti) soldi meglio spesi della mia vita, impagabile.

        15 Dicembre 2015
      • Federica

        Grazie davvero per questo tuo post che mi fa sentire moooolto meno sola. Sono in terapia da un anno, a dire la verità l’avevo già iniziata 4 anni fa e a esperienza conclusa mi sentivo davvero meglio ma poi sono cominciati gli attacchi di panico che mi hanno costretta a tornarci. Di solito quando dico a qualcuno che sono in terapia (N.B. la maggior parte delle persone a cui ho detto di esserlo sono futuri medici e quindi dovrebbero essere un minimo preparati sull’argomento) le reazioni sono andate da “ma sei matta?” a “sono solo cazzate tipo la naturopatia” mi sentivo incompresa nonostante mi rendessi conto di quanto mi faceva bene analizzare le situazioni difficili che attraverso assieme a una “guida” che ti aiuta a prendere in mano gli strumenti per capirle e affrontarle. Grazie perché ancora una volta mi rendo conto che il mondo è bello e che certe persone, anche se lontane e sconosciute, mi capiscono molto meglio dei miei vicini.

        15 Dicembre 2015
      • PuroNanoVergine

        Piccola curiosità: che tipo di psicoterapia era?

        20 Dicembre 2015
          • PuroNanoVergine

            Grazie,
            l’ho chiesto perchè seguo una psicologa cognitivo comportamentale (per problemi d’ansia) e volevo capire se fossimo “parenti” d’analisi 😉

            22 Dicembre 2015
      • memoriediunatestarda

        Buoni propositi per l’anno prossimo? Direi di si!

        20 Dicembre 2015
      • siboney2046

        Quoto tutto, esperienza fatta per un anno con ottimi risultati!

        4 Gennaio 2016
      • Caterina

        Ho cominciato anche io a fare psicoterapia. E mi sei venuta in mente tu. Non e’ mai troppo tardi per volersi un po’ bene no? (perdona la pessima ortografia ma ho una tastiera UK, mannaggia).

        Buon 2016!
        Cate

        29 Gennaio 2016
      • Francesca

        Ecco un omaggio/regalo a me stessa è quello che mi ci vuole proprio ora. Mi sento persa e irremediabilmente “rotta”, dentro di me qualcosa si è inceppato. Fino ad ora mi ha sempre frenato il non sapere come scegliere il terapista. Non ho amici o conoscenti che hanno intrapreso questo percorso, che io sappia. Ho tantissima voglia e bisogno di farlo ma ,sapendo che sarà un pò doloroso, non ho nessuna voglia di farlo invano.
        Consigli su come posso sceglierlo?
        Approfitto per farti i complimenti per il tuo blog. Lo seguo con molto interesse, dai libri ai sieri notte 🙂

        7 Febbraio 2016
          • Francesca

            grazie mille per i consigli e crepi il lupo! 😉

            8 Febbraio 2016
            • Francesca

              Rileggere questo messaggio dopo dieci mesi fa un certo effetto (leggasi mi sono fatta un pianticello breve e riconoscente). Ho iniziato a Marzo in un periodo molto difficile e mi ritrovo adesso arricchita e più consapevole, degli errori fatti e di quelli da non ripetere. Più consapevole su chi sono , cosa cerco e soprattutto del fatto che andrà tutto bene.
              Grazie per avermi dato una piccola spinterella a Febbraio, per quanto possa sembrarti assurdo o esagerato, io non lo dimenticherò mai

              3 Dicembre 2016
      • Sere

        Grazie tante per questo post a nome di una futura psicoterapeuta che sta per iniziare anche la sua terapia personale. È così difficile abbattere questo muro di paura e indifferenza verso la psicologia che questo post è una ventata d’aria fresca. Sottoscrivo ogni parola che hai detto! Grazie!

        3 Dicembre 2016
      • Maria Teresa

        Io ho iniziato nel 2013…
        Prima pensavo fosse un periodo di stanchezza e andavo dal mio medico di famiglia quasi ogni mese (non mi aveva quasi mai vista prima). L’ultima volta ho pianto davanti a lui e mi ha consigliato una psichiatra.
        Ero inerme e nel buio più totale, bloccata….
        All’inzio mi ha dato una grossa spinta, anche facendomi assumere qualche blando psicofarmaco, dopo un anno però qualcosa è cambiato. Io… ero cambiata e ho sentito che lei non mi dava più quello che io cercavo, sentivo di non volere più quei farmaci. Ho cercato un’altra persona, ed è stato lì che si è aperto tutto. Una psicologa (freudiana)
        E’ stata dura, ma dopo un pò ti accorgi di avere tutto dentro di te e ti serviva qualcuno per fartelo solo notare!
        Ma proprio come hai detto tu Valeria e come dico sempre a chi mi chiede informazioni: è stato l’investimento migliore che potevo fare!!!
        Lavoro come impiegata e vivo da sola… Ho fatto a meno di uscite a cena o di comprare maglioncini acrilici ma sono stata in vacanza in Thailandia per 20 giorni!! quindi si può fare e ci si accorge che non si è rinunciato a nulla di veramente importante!!!
        Se posso aggiungere la psicoterapia è l’esperienza più bella mai fatta prima… Un viaggio attraverso me stessa…
        poi dopo due anni, l’accordo bilatelare, avevo in mano gli strumenti per andare con le mie gambe e lì ho pianto di gioia!!!
        Non passa giorno che non mi torni in mente qualcosa che ci siamo dette in quella stanza…
        Capisco lo scetticismo, sono circondata da persone a cui voglio bene ma che non comprendono il concetto “di andare a raccontare i fatti miei a un’estranea”
        A me ha aperto un mondo… il mio… che mi ha fatto capire anche questo, devi accettare i limiti di ognuno di noi.
        Avevo già letto l’anno scorso il tuo articolo e l’ho riletto oggi e ho annuito con la testa su ogni parola!!!
        Brava e grazie!!! un abbraccio
        Mari

        5 Dicembre 2016
      • Vittoria

        Grazie per questo post! un consiglio: secondo te nella scelta del psicoterapeuta conta il fatto che sia un uomo o una donna? ci si può sentire completamente a proprio agio con un uomo?

        10 Dicembre 2016

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