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      “L’acqua del lago non è mai dolce“ di G. Caminito

      “L’acqua del lago non è mai dolce” di Giulia Caminito edito da Bompiani ha vinto il Premio Campiello e ne sono oltremodo felice: scritto da una donna di soli 33 anni, ha letteralmente trionfato grazie alla giuria Popolare sebbene non fosse l’opera favorita. L’avrei vista volentieri a ritirare lo Strega e non posso quindi che apprezzare questo trionfo.

      Il lago di cui parla il titolo è quello di Bracciano, non lontano da Roma, dove Gaia vive e forma la sua coscienza: un peculiare mix di proletariato, rabbia, provincialismo, risentimento, amicizia, individualismo. La storia di Gaia è quella di una famiglia sbrindellata, litigiosa, di stampo sorprendentemente matriarcale ma soprattutto povera: l’assenza di denaro, la difficoltà di procurarselo, l’obbligo a razionarlo sono causa, motore e leit motiv di tutto.

      L'acqua del lago non è mai dolce

      Quando come Gaia sei adolescente e pover*, la diversità -a partire da un aspetto fisico non convenzionale- diventa insostenibile, ti porta a trovare sempre nuove e creative maniere per nascondere la tua provenienza, a costruirti una nicchia angusta e  scomoda dove essere (abbastanza, ma mai del tutto) te stess*.

      Coprotagonista indimenticabile dell’opera è Antonia, madre di Gaia, alla quale la ragazza inconsapevolmente somiglia: un distillato sanguigno di cura, volontà, amore, orgoglio, ottusità. Minimalista per vocazione e necessità, femminista senza saperlo, fonte di incommensurabile vergogna per tutti i famigliari. MI hanno incantato le descrizioni dei suoi ricicli creativi: i fiori e le piante nei vasetti, i mobili di recupero, gli abiti dismessi e reinventati -indicatori di un indole capace di sanare, recuperare, sopravvivere comunque e ovunque- ma anche le sue durissime reprimende a Gaia. Il fine ultimo di questa severità non è l’esercizio del potere, come ci si aspetterebbe da una donna volitiva e autoritaria come Antonia, ma accertarsi che la figlia non sia come lei, che si emancipi da quel mondo, che ottenga ciò che desideri senza dover chiedere nulla a nessuno.

      Questo romanzo -scritto benissimo, con una passione, direi quasi una foga troppo autentica per non essere almeno in parte autobiografica- mi ha ricordato che il privilegio economico è quello che più spesso sottovaluto. Lo consiglio tantissimo.

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      Acquista “L’acqua del lago non è mai dolce”

      5 Settembre 2021

      “La nostra furiosa amicizia” di R.Thorpe

      18 Settembre 2021

      “Il valore affettivo” di N. Verna

      Comments

      • Viviana

        “foga”, ecco la parola che mi mancava per descrivere questo romanzo. Grazie

        21 Dicembre 2021

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