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      Anziani in biblioteca

      Al liceo e all’università, io studiavo in casa, nella mia cameretta, perché avevo bisogno di ripetere a voce alta, camminare per la stanza, fare le faccette e financo la voce austera del prof che mi interroga. Capite che in aula studio sarei stata un filino molesta.

      anziani in biblioteca

      Scatto rubato alla Biblioteca Civica Centrale di Torino

      Ultimamente, però, sto frequentando le biblioteche. Chi mi segue su Snapchat lo sa: almeno 3 volte a settimana ci vado per leggere, scrivere, pensare, e altre simili amenità intellettuali. Cosa combino lì che non possa fare anche a casa, comodamente seduta al tavolo della mia cucina? Nulla, in verità, ma lì sono più concentrata, composta e disciplinata. É come se l’ambiente, dal punto di vista energetico, mi influenzasse positivamente. Mi piace prepararmi e camminare 40 minuti per arrivare e 40 minuti per tornare indietro. Mi piace interrompermi per pranzare in uno dei posti belli del centro, che spesso non conoscevo, dopo anni di schiscetta&sala mensa in zona Mirafiori Sud. Mi piace mettere nello zaino l’agenda, le penne, il computer, le cuffie e la bottiglietta d’acqua. Che devo dirvi, mi piace.

      gli anziani in biblioteca

      Una e una sola bottiglietta

      Mi piace anche vedere gli habitués. Mi aspettavo liceali, universitari, dottorandi, ma certo non pensavo ci fossero gli anziani in biblioteca. Vengono a leggere giornali e libri. Sono molto più educati dei giovani: stanno composti, sfogliano con cura, non si guardano attorno, non tengono il cellulare sul tavolo. Qualche giorno fa, una signora ultrasettantenne è stata seduta a schiena drittissima davanti a me 2 ore buone con una pila di quotidiani davanti. Li ha letti tutti con un efficiente metodo di scorrimento veloce dei titoli: aveva un taccuino e ogni tanto si segnava degli appunti. Poi ha riposto i quotidiani ed è passata alle riviste: Internazionale, Espresso, Panorama e infine una sfogliata di Starbene. Sempre meglio tenersi informati sui misuratori di pressione, no? Alle 4 le ha posate, si è vestita ed è uscita. Io dico che è andata a prendere qualche nipotino all’uscita di scuola.

      Perché lo fanno? Io penso che gli anziani si annoino, e la pensione non basti certo per comprare 5 quotidiani al giorno, o un libro alla settimana. In questo senso, le biblioteche forniscono un servizio pubblico essenziale e bellissimo. Penso che per molti anziani vestirsi, uscire e andare in biblioteca sia una scusa per fare del moto, dare un’occhiata al mercato, incontrare qualche coetaneo nell’emeroteca del primo piano. É una routine bellissima, che mi ricorda certi personaggi abitudinari dei libri di Murakami.

      Ma io credo che sotto sotto, il bisogno degli anziani in biblioteca sia restare ancorati alla realtà, di essere ancora partecipi e non solo spettatori di un mondo che cambia. Penso che debba essere difficile, per un anziano, accettare che il mondo per come tu l’hai conosciuto non ci sia più. Che le cose che tu eri solito fare in un certo modo, ora non ci sono più: che Televideo è ormai antiquariato, che il caffè si fa con le capsule e non con la moka, che gli SMS (con-tutta-la-fatica-che-avevi-fatto-boia-d’un-giuda) non si usano più. Che è tutto veloce: i libri, la musica, i film. Che è tutto digitale e al massimo si sfiora, mentre tu sei rimasto manuale, e ti piace ancora premere, e partecipare, e fare domande, e capire cosa succede in un mondo sempre più incomprensibile.

      E non vuoi restare escluso, anche se i luoghi in cui si svolgono le conversazioni (i social, i forum, gli hangout) non ti ispirano fiducia e che, sinceramente, ti respingono pure. Che sei stufo di essere considerato quello lento, “a pedali” quando tu hai visto le rivoluzioni vere: la TV, l’auto, l’allunaggio, altro che Whatsapp. Che non ti vuoi sedere, o rassegnarti, e aspettare che gli altri ti spieghino le cose. E non hai altro modo di reagire a questa paura se non con l’apprendimento, la disciplina, l’informazione e la cultura.

      E allora vai in biblioteca, magari in bici, con la pipa, il taccuino e gli occhiali di tartaruga, che se non fosse per le rughe e i capelli grigi sembreresti un hipster.

      anziani in biblioteca

      kit da biblioteca per hipster

       

       

      4 Aprile 2016

      Instamonth Marzo 2016

      11 Aprile 2016

      Film con attrici attempate

      Comments

      • annagiuliabi

        La Civica mi manca dibbrutto, nonostante le risse per attaccare il laptop ad una delle (poche) prese.

        6 Aprile 2016
      • giulia

        fra poco mi scende una lacrima, giuro!!! Hai ragione…

        6 Aprile 2016
      • Valeria

        Uno dei tuoi scritti più belli, profondo e vero.. Mi hai commossa intimamente, grazie di cuore.

        6 Aprile 2016
      • virginiamanda

        Uno dei tuoi post più belli.

        6 Aprile 2016
      • RobertaG

        Io voglio quella bottiglia! Sono sicura che mi convincerebbe a bere di più; o forse la voglio solo perché è molto figa…
        Post bellissimo: sei riuscita a creare un’atmosfera magica…

        7 Aprile 2016
          • RobertaG

            Come posso cercarla su Amazon? “Bottiglia molto bella” mi sembra davvero troppo vago…

            7 Aprile 2016
              • RobertaG

                Sì, grazie.
                Ti ho anche risposto.

                7 Aprile 2016
      • Marghe ✿

        che bei pensieri!
        mi manca la civica centrale, c’è tutto un piacere nella ritualità dello studente che non sono sicura di aver apprezzato appieno all’epoca 🙂
        Sei una vera tosta a farti 40 minuti a piedi x2, io non ce la faccio mica più! 😀

        7 Aprile 2016
      • Luk

        Grazie ! anche stavolta mi hai fatto imparare una parola nuova : hipster. Mi sa che devo andarci anche io in bibiloteca per tenermi aggiornato 😉

        7 Aprile 2016
          • Luk

            uhmm… usando la bici a Genova si deve mettere in conto un considerevole crollo dell’allure una volta che si scende a portata di narice, la pipa è oggetto fascinoso assai ma detestando il fumo potrei tenerla spenta nel taschino, occhiali ok se con lente non da vista, mi chiedo se possano andare quelli a lente gialla che uso in moto ma forse sono più da brasatore che da hipster. Finalmente sulla barba mi trovo preparato, ma non ho mai avuto abbastanza pazienza per allevare un bel paio di riccioloni a manubrio sui baffi.

            10 Aprile 2016
      • sabrina g.

        Io ricordo quando non avevo un pc mio a disposizione e mi collegavo ad internet con quello della biblioteca comunale. Un giorno un signore meno anziano degli altri faceva da guida a delle donne sulla settantina. Mi vide e mi chiese di fare una dimostrazione di quello che con internet si può fare.Mi collegai ad un motore di ricerca e spiegai a cosa serviva. La meraviglia negli occhi di quelle signore non la dimenticherò mai

        7 Aprile 2016
      • Laura

        Bellissimo post, mi sono commossa anche io. Grazie!

        7 Aprile 2016
      • 9 Aprile 2016
      • taurus_littrow

        Tutto purché non guidino… E non fatemi parlare.

        11 Aprile 2016
      • siboney2046

        Anch’io all’università frequentavo poco le biblioteche perché mi ci concentravo poco. Ultimamente ho avuto modo di frequentarle assiduamente ed ho notato esattamente questa cosa: che dire, son d’accordo con te ed un giorno spero di essere fra quegli anziani che combattono contro l’incontrollabile evolversi del tempo!

        14 Aprile 2016

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