Uscire da una crisi professionale: la mia storia
Alla fine di marzo 2024, come spesso accade nei dintorni del mio compleanno, ho avuto un momento di disperazione professionale: ero frustrata e mi sembrava di girare a vuoto. Per uscire da una crisi professionale, ho pensato fosse innanzitutto una buona idea mandare un’email delirante e strappalacrime a una ventina di persone chiedendo loro di suggerirmi una professionista capace di dirmi cosa dovevo fare. Come promuovere i miei servizi, farmi un piano editoriale pazæsko, incanalare le mie energie e far lievitare i miei introiti come accadeva a tutti tranne me-tranne me-tranne me. Ho ricevuto molte risposte, tutte utili e in generale sintetizzabili in: una sola persona non è in grado di fare tutto ciò che chiedi, ti serve un team o addirittura un’agenzia. Inizialmente mi sembrava un pronostico un po’ fosco, ma alla fine era vero. Ne volevo una e ne ho scelte tre.
VENDITA E PROMOZIONE
Ho bussato alla porta di Martina di Ragazzedaffari e ho intrapreso con lei un percorso di consulenza semestrale che è finito a dicembre.
La prima grande verità che mi si è palesata davanti è la seguente: argomentare non è vendere. Il focus sull’argomentazione (=fornire valide ragioni, smontare obiezioni) è tipico della vecchia scuola di vendita cui si sono formati molti degli agenti di commercio italiani e che, infatti, puntano sulle loro capacità affabulatorie, lavorando soprattutto tramite appuntamenti dal vivo e all’interno di relazioni one-to-one.
Io mi sentivo forte nell’argomentare: peccato che la vendita online non sia una relazione one-to-one ma one-to-many. Non è pura argomentazione ma si avvale di tecniche e prassi che conoscevo solo in parte. Avrei potuto colmare questa lacuna studiandomi un manuale o comprandomi un percorso videoregistrato? Forse sì, ma il mio desiderio era anche sentirmi ascoltata e assistita in modo personalizzato.
Non l’ho interpretato come un bisogno (potevo farcela da sola) o come un dovere (tipo i crediti ECM per i medici) ma come un lusso che non mi ero mai concessa prima: pagare qualcuno per farmi dire quello che devo fare e quando farlo. Assistita da Martina ho portato avanti 3 campagne di vendita tra ottobre dicembre con risultati soddisfacenti, il cui fatturato e margine hanno ampiamente ripagato la spesa sostenuta. In realtà mi sono spesso sentita troppo pushy e troppo overpromising, ma questo dice molto più su di me che sul conto di Martina.
Ma soprattutto ho provato l’ebbrezza di comportarmi da cliente, per una volta: dire questo mi piace, ok ma anche questo non mi piace affatto quindi ti prego di pensare a qualcos’altro. Ad esempio, ho detto che non intendevo usare l’email marketing in modo aggressivo perché sulle newsletter ho costruito il rapporto con la mia community e non volevo utilizzare quel mezzo nello stesso modo snervante con cui vedo fare da molti colleghə. E indovinate cos’ha fatto Martina? Si è inventata qualcos’altro, solo per me, solo per assecondare la mia testa dura tutta fisime&resistenze. Ecco perché vi consiglio di seguirla, iscrivervi alla sua newsletter, mettere alla prova i suoi freebies e chiederle consulenza per uscire da una crisi professionale come la mia che era, prima di tutto, una crisi di vendita.
PIANO EDITORIALE E PRODUZIONE CONTENUTI
Il secondo punto dolente era l’assenza di un piano editoriale social che svolgesse queste tre funzioni:
- incanalare le energie cerebrali, dare una casa ai miei pensieri e stimolare la discussione
- dare risonanza ai contenuti realizzati per blog e newsletter
- promuovere i servizi e percorsi che avrei lanciato nel frattempo
Più in generale, intrattenere e trattenere le persone che arrivavano sul mio profilo ma che spesso perdevo dopo poco tempo perché non fornivo loro sufficienti ragioni per restare. Avrei potuto ignorare il problema, e se il mio lavoro fosse fare l’anestesista o la store manager sicuramente non me lo sarei posto: ma io, semplicemente, non posso fingere che i miei profili social non contino nulla nella costruzione del mio personal brand, nell’attrarre clienti e nel successo dei servizi che vendo fuori dai social. Chi dice di farlo, mente oppure ha qualcuno che se ne occupa al suo posto.
Tra me e il piano editoriale perfetto c’erano diversi ostacoli:
- incapacità di usare il mezzo (ho sempre pubblicato pochissimi contenuti in feed
- poca familiarità con gli strumenti (avevo CapCut ma non avevo voglia di sperimentare)
- resistenza alla pianificazione (Io non sono una SpA! Io sono Valeria Fioretta!! Io sono brillante!!! Creativa!!!! Piena di idee!!!!!)
Per quanto riguarda la pianificazione, ho deciso che non avrei permesso ai social di monopolizzare la mia vita e dopo alcune sperimentazioni mi sono assestata su un ritmo accettabile: un post + un reel a settimana, stories tutti i giorni. Il tema, salvo in occasione di vendite particolari, è libero: questo per assecondare quella non-specializzazione che rappresenta il mio modo di essere e pensare. Meglio la costanza che la coerenza. Meglio sfruttare alcuni momenti di ispirazione intensa per mettere in cantiere contenuti o bozze di contenuti rispettivamente da pubblicare o da da espandere nei momenti di necessità.
Per la produzione, invece, ho delegato parte del lavoro. Con l’aiuto di Susanna di Significati Sparsi ho costruito una routine sostenibile -praticamente ed economicamente- per quanto riguarda girato e montaggio dei contenuti video. Al grido di fatto è meglio che perfetto ho messo a punto 3 diversi livelli di complessità con soluzioni differenti:
- bassa difficoltà e/o grande urgenza ➡️ giro io e monto io
- media difficoltà e media urgenza ➡️ giro io e monta lei
- alta complessità e strategicità ➡️ gira lei e monta lei
Per me ho tenuto la parte che mi dà maggiore piacere: l’idea creativa e la stesura dello script. Ho speso denaro, ma ne ho guadagnato in tempo, qualità e costanza prendendomi anche alcune soddisfazioni: nessuno dei miei video è andato virale (whatever it means) ma si sono generate discussioni fertili ed era quello che volevo io. Susanna è anche la persona che ha curato impaginazione&editing dei miei freebie, l’immagine coordinata di Lavoro Guadagno Pago Pretendo e che spero vorrà lavorare con me a molti dei progetti a venire.
Vi consiglio di interpellare Susanna per mettere in piedi il vostro piano editoriale multicanale o per farvi affiancare in un progetto creativo specifico (una newsletter, un blog, un podcast): sia le minuzie che le questioni strategiche riceveranno la sua stessa cura e attenzione.
VISUAL E BRANDING
Un altro dei miei problemi era l’assenza di foto recenti nelle quali riconoscermi: la terza persona che ho coinvolto, guarda caso segnalatami da Susanna e dalle mie clienti di V17, è stata la fotografa Marzia Allietta. Nel mese di giugno abbiamo organizzato uno shooting in casa mia (cioè il luogo in cui trascorro tutte le mie giornate!): è stata un’esperienza piacevole e divertente, nonostante io non sia esattamente una che fa l’amore col teleobiettivo, nonché una spesa ampiamente ammortizzata in termini di soddisfazione e risparmio di tempo. Non sapete quante decine di volte abbia benedetto il lavoro fatto con Marzia: da quel momento, non una sola volta ho dovuto miagolato il mio solito non ho foto decenti. Basti dire che ho avuto scatti a sufficienza per quasi 6 mesi su Instagram e per popolare ben due sales pages (ad esempio questa), che sono riuscita a mettere in piedi molto velocemente, sempre al solito grido di fatto è meglio che perfetto.
Fatto è meglio che perfetto, dicevamo: mi piacerebbe avere un feed variato e stagionale, contare su un team di parrucchiera+MUA+stylist a mio servizio, o anche solo essere così bella da illuminare qualsiasi scatto ma questo sarà spero solo il primo di una serie di shooting e chissà, forse un giorno riuscirò anch’io pubblicare foto sensate, col dolcevita a gennaio e i piedi nudi ad agosto.
Marzia lavora like crazy e mi ritengo fortunatissima ad averla intercettata (ed essermi fatta anche molte risate con lei) pertanto nel 2025 vorrei coinvolgerla in molti lavori con le mie clienti. Vi invito a fare lo stesso.
NOTE FINALI
Oltre alle 20 persone cui ho mandato la mia email delirante, ce ne sono alcune altre che vorrei ringraziare per il punto di vista e i feedback offerti durante questi momenti complessi: si tratta di Barbara della Torre, Taryn di Ventura, Natalia Levinte e Stefania Soma. Il che ci insegna che, per uscire da una crisi professionale, chiedere aiuto a persone fidate rimane comunque la prima strategia da adottare.
