cosa sarà mai la perestrojka
Stralcio di conversazione svoltasi a bordo piscina in quel di Yogyakarta, in un pigro pomeriggio indonesiano d’agosto.
A. Ma tu non ti senti di avere delle lacune tremende? Non provi soggezione quando parli con persone molto colte?
G. Un casino. Ad esempio, quando stavo con (nome di ex fidanzato), lui seguiva tutti i programmi di approfondimento politico e conosceva i curriculum dei personaggi che intervenivano. Ma non solo ministri, capisci? Anche gli assessori alla sostituzione tombini di Cinisello Balsamo.
A. E tu?
G. Restavo ammirata e tacevo. Si registra solo un mio exploit, allorché Augusta Montaruli ebbe il suo quarto d’ora di celebrità da Santoro, ma giusto perché ai tempi dell’università era venuta alle mani con una delle mie amiche del cuore per questioni squisitamente politiche. La conoscevo bene, ma fu un caso isolato.
A. E lui te lo faceva pesare?
G. Mah, secondo me non era così fondamentale, era più un problema che mi ponevo io. Non mi ha mai dato dell’ignorante, almeno non in faccia.
A. Invece con (voi-sapete-chi, all’epoca disperso in Galizia e non reperibile per precisi accordi), di cosa ti vergogni?
G. In primis, film e libri. Li ingoia, non so cosa ci fa,
